La stagione delll’orchestra sotto il segno dell’Europa

Sembra ormai l'ordine di scuderia corrente: alimentare il patrimonio collaudato della tradizione, senza dimenticare l'innovazione. E la Filarmonica della Scala non fa eccezione. Questo il messaggio, nutrito di cospicua sostanza, che il presidente Cesare Rimini e il direttore artistico Ernesto Schiavi hanno concordemente diffuso ieri, al Piermarini, in occasione della presentazione della nuova stagione, la numero 27. Andiamo al dunque. Intanto un dato benaugurale: per il 2008-9, gli abbonamenti sono stati rinnovati al 97%. Si apre il 3 novembre, con la prima di 9 performance (più una con l'orchestra ospite: la Kremerata Baltica diretta dal fondatore, il lettone Gidon Kremer, il 13 ottobre 2009), che vedrà il fresco ritorno al podio scaligero di Daniel Barenboim, insieme con il poeta del pianoforte Radu Lapu, per le partiture di Bartók (concerto n° 3) e Berlioz (Symphonie Fantastique). Nel mezzo, un programma di prestigio, che ha il suo clou nella celebrazione del bicentenario della nascita di Felix Mendelsshon. La Filarmonica gli rende omaggio con una selezione di brani esaustiva e ragionata, tra classici e qualche novità. Una per tutte: la prima esecuzione italiana della versione di Roma (1830) dell’Ouverture Die Hebriden, il 23 marzo, con la direzione di Riccardo Chailly. A proposito di innovazione nella tradizione, un cameo: il melologo di Fabio Vacchi, Prospero o dell’armonia, ispirato alla Tempesta di Shakespeare, scritto appositamente per l’orchestra, per la voce recitante di Ferdinando Bruni, anch’esso in cartellone il 23 marzo. Ma Filarmonica non fa rima solo con Milano. Anzi. La presenza all’estero sarà importante, come esige il lignaggio. A cominciare dalla «doppietta» Varsavia-Bratislava (13 e 14 novembre), Vienna (15 novembre) sotto la guida di Daniele Gatti; per proseguire con Berlino (debutto alla Philharmonie con Barenboim l’11 aprile 2009); poi Atene, Istanbul, Lussemburgo e Wiesbaden dal 29 giugno al 2 luglio (ancora con Barenboim); Amburgo, Copenhagen, Oslo, Stoccolma e Goteborg dal 28 settembre (con Myung-Whun Chung); poi Francoforte, Essen e Udine tra il 18 e il 20 ottobre. Infine, l’orchestra con Maurizio Pollini saranno alla Salle Pleyel di Parigi, sotto la direzione di Pierre Boulez in un programma interamente dedicato a Bartók. Non è tutto. Il 12 novembre prossimo, toccherà a Gatti dirigere alla Scala la compagine milanese in un concerto straordinario promosso dall’Airc (in programma Romeo e Giulietta di Prokofiev e la Sinfonia n° 5 di Caikovskij). Il secondo evento straordinario, in calendario il 9 dicembre, sarà l’annuale concerto per il comitato Negri-Weizmann, diretto dal giovane finlandese Pietari Inkinen (Doppio concerto di Brahms e Triplo concerto di Beethoven).
Un rilievo di cronaca: non si è parlato di scioperi.