Stagione finita troppo in anticipo, ora è polemica

«Non è comprensibile, né commercialmente opportuna, la scelta di non far uscire in sala film importanti e attesi dal pubblico nel periodo estivo. Autori, produttori e distributori dovrebbero impegnarsi maggiormente per sostenere il cinema». È il grido di allarme di Carlo Bernaschi, presidente dell’Anem (l’associazione che raggruppa tutti i più grandi multiplex) che in una nota, sulla falsariga di quanto ieri denunciato dal Giornale, interviene polemicamente sulla decisione di alcuni operatori del settore di aspettare fine settembre per distribuire film italiani già pronti e film di produzione estera che, invece, negli altri paesi europei escono in estate. Il riferimento all’atteso Reality di Matteo Garrone premiato al festival di Cannes e a Io e te di Bernardo Bertolucci non è troppo velato. Due film, distribuiti rispettivamente da Rai Cinema e da Medusa, su cui pesano le scelte degli stessi registi che, diversamente da molti colleghi, hanno forti poteri decisionali sulle uscite in sala. «Spostarsi a settembre - continua Bernaschi - oltre a dimostrare una scarsa attenzione verso il pubblico e le esigenze del mercato, segnala il mancato rispetto per gli investimenti fatti in questi ultimi anni dall’esercizio cinematografico». Difficile dargli torto anche perché la situazione quest’anno appare drammatica, soprattutto sul versante del cinema nazionale: dopo l’arrivo nelle sale di Paura dei Manetti Bros. il 15 giugno e Qualche nuvola di Saverio Di Biagio il 27 non uscirà più nulla fino a settembre. PArm