Una stagione tra tradizione e modernità

Ci sono i classici - Mozart, Schubert, Haydn, Beethoven, Mendelssohn - ma anche il Novecento e le prime esecuzioni assolute di tre giovani compositori romani, Luciano Bellini, Claudio Perugini e Silvia Colasanti e non manca la riscoperta di maestri dell’Ottocento ingiustamente dimenticati, da Vieuxtemps a Reznicek, Voríšek e Fesca. Racchiude come di consueto tradizione e modernità, il programma della nuova stagione dell’Orchestra di Roma e del Lazio (Orl), al via domani alle 18 nella sala Sinopoli dell’Auditorium (dove sarà tutte le domeniche pomeriggio). Il cartellone «itinerante» (in tutto 45 concerti fino a maggio, di cui 18 nella Capitale e 27 nelle altre province e, secondo la formula delle «lezioni-concerto», nelle scuole medie laziali) offre dunque un ampio spaccato della cultura europea. Sul podio, a dirigere l’orchestra di 37 elementi, sarà per la sesta volta Lü Jia, che nel concerto inaugurale sarà affiancato dal violinista ucraino Valeriy Sokolov nell’esecuzione di un’opera del francese Camille Saint-Saëns e del belga Henri Vieuxtemps, di certo meno conosciute della sinfonia n. 31 «Jupiter» K 551 di Mozart che concluderà la serata. Il secondo appuntamento della stagione si inserirà poi nel Festival delle Scienze in tema di età della vita, e vedrà il giovane talento Giuseppe Albanese (pianoforte) e la prima tromba dell’Orl Ettore Rivarola (tromba) percorrere il repertorio giovanile di Šostakovic e un brano della maturità di Haydn.
Sono attesi alcuni ritorni rispetto alle passate stagioni (il direttore toscano Daniele Giorgi e l’israeliano Lior Shambadal per fare due nomi), e sul podio salirà anche un direttore donna, la spagnola Inma Shara. Per gli amanti della lirica si segnala la data del 15 aprile, con le ouverture e le arie d’opera più celebri di Händel, Mozart, Rossini, Puccini, Verdi e Bizet. Info: 06.80241278.