Le «Stagioni» raddoppiano grazie a Piazzolla

Fino agli inizi degli anni Settanta, quando si parlava di stagioni in musica, il riferimento unico e immediato era alle conosciutissime Quattro stagioni di Antonio Vivaldi - quattro concerti pubblicati ad Amsterdam, nel 1725, inseriti nella raccolta Il cimento dell’armonia e dell’invenzione intitolati: Primavera, Estate, Autunno, Inverno e accompagnati ciascuno da un sonetto illustrativo - antesignane di tanta musica descrittiva. Dopo gli anni Settanta, le stagioni in musica sono diventate otto, perché a quelle di Vivaldi, cui fanno esplicito riferimento anche attraverso l’utilizzo di alcuni frammenti musicali, si sono aggiunte altre quattro di Astor Piazzolla, il quale ha mantenuto anche i nomi di quelle vivaldiane, aggiungendovi solo l’aggettivo porteno («del porto»), con esplicito riferimento alle stagioni del porto di Buenos Aires, Argentina, e all’amatissimo tango. Ed ora che le stagioni in musica sono otto, non è raro ascoltarle in sequenza o intrecciate fra loro. Che è quello che fa, questa sera, anche Francesco Carotenuto, sul podio della International Chamber Ensemble, solista il violinista Giuliano Bisceglia, per la rassegna estiva «Serate di grande Musica a Sant’Ivo», giunta alla XXVII edizione. Se i concerti di Piazzolla conservano identico il titolo di quelli vivaldiani , ben diverso è lo spirito che li anima. Mentre le Stagioni vivaldiane, sono scritte nello stile del concerto solistico, senza nulla togliere alla grande libertà inventiva del musicista, le Cuatro Estaciones Portenas sono scritte nello stile «di Piazzolla», in un linguaggio maturo, che unisce elementi eterogenei come il tango, la musica colta europea e il jazz in maniera assolutamente coerente e personale. Diversamente da Vivaldi che descrive con i suoni la natura e i suoi cambiamenti al mutare delle stagioni, Piazzolla sembra piuttosto interessato alla varietà delle emozioni umane. Tuttavia il ritmo percussivo degli strumenti, l’uso dei medesimi timbri e l’alternanza fra solista e orchestra, fa apparire unitaria, alla maniera di Vivaldi, la concezione di questi quattro brani che, inizialmente, furono concepiti come composizioni indipendenti. L’appuntamento è nel Cortile di Sant’Ivo alla Sapienza - uno dei luoghi più suggestivi e carico di storia della capitale, a due passi dal Senato, sede della prima università di Roma, all’ombra della magnifica Chiesa del Borromini. - Cortile di Sant’Ivo alla Sapienza. Corso del Rinascimento. Stasera Ore 21,30. Repliche: 2, 9, 12 agosto. Biglietti: da 20 a 10 euro. Info: 06.86800125