Stakanovisti anche i senatori: una legge ogni dieci giorni

Partenza sprint a Palazzo Madama: già approvate 7 norme. Rispetto alla scorsa legislatura aumentate sedute (da 14 a 35) e ore in aula (da 48 a 70)

da Roma

Sono 35 le sedute d’aula in meno di due mesi e mezzo. Quattordici, invece, quelle convocate nel 2006 nello stesso periodo iniziale. In pratica, l’attività di Palazzo Madama, presieduto da Renato Schifani, è cresciuta del 150%. E ad aumentare è pure il monte orario. Si è passati infatti dalle 48 ore e 30 minuti di due anni fa alle 70 ore e 29 minuti di quest’anno. È quanto emerge dalle statistiche ufficiali elaborate dal Senato, aggiornate a ieri, che mettono a confronto i lavori parlamentari di XV e XVI legislatura. E basta spulciare le tabelle per rendersi conto che è raddoppiata anche l’attività delle varie Commissioni. Così, dalle 81 sedute (convocate quando la maggioranza era rappresentata dall’Unione di centrosinistra e il ruolo di presidente era ricoperto da Franco Marini) si sale adesso a quota 186. E se nel 2006 il tempo impiegato dai senatori, nelle varie riunioni, è stato di 101 ore, dal 29 aprile i parlamentari sono stati impegnati nelle Commissioni per 207 ore. E ancora. Due sedute in più, nel 2008, sul fronte giunte: identico, invece, il computo delle ore registrate (6) nelle due legislature.
Senza sosta, quindi, l’attività parlamentare a Palazzo Madama. Tanto che, nei suoi primi 72 giorni, l’aula ha già approvato in via definitiva 7 provvedimenti: i decreti per l’emergenza rifiuti in Campania e l’adeguamento delle strutture di governo gli ultimi due in ordine di tempo. Dall’Assemblea è stato dato poi anche il via libera alla risoluzione del Pdl sul Dpef e al decreto sicurezza (in prima lettura).
Oltre alla crescita dell’attività legislativa, evidenti pure i passi in avanti sul contenimento dei costi. Confermata l’eliminazione del rimborso delle spese per viaggi internazionali, a partire dall’1 gennaio 2008, che ha prodotto un taglio di circa un milione di euro. Analogo risparmio arriverà dal blocco quinquennale del meccanismo di adeguamento automatico dell’indennità parlamentare, previsto dalla legge e collegato alle retribuzioni dei magistrati, introdotto dalla Finanziaria per il 2008. In tale ambito, va ricordato che, nel luglio del 2007, i Consigli di presidenza di Camera e Senato avevano già adottato la riforma del sistema degli assegni vitalizi erogati agli ex parlamentari. Si tratta di disposizioni ben più restrittive rispetto alle attuali. Inoltre, grazie a una decisione concordata con l’attuale presidenza della Camera, è stato ridotto da 5 a 3 il numero dei senatori che compongono le missioni deliberate dalle Commissioni. In maniera analoga, le delegazioni di Palazzo Madama e Montecitorio, invitate dagli organismi internazionali, non potranno essere composte da più di un senatore e un deputato (invece dei quattro complessivi precedentemente previsti). Tra l’altro, l’amministrazione del Senato non prevederà più l’accompagnamento di singoli senatori, inviati per missione o in rappresentanza all’estero, da parte di propri dipendenti. L’assistenza sarà di conseguenza delegata ai vari uffici diplomatici.
Oltre ad aver confermato le linee di rigore già avviate negli anni passati - in riferimento al personale e al comparto di spesa sulla gestione dei lavori e delle forniture - la presidenza Schifani ha dato incarico di procedere a una revisione attenta, capitolo per capitolo, delle varie appostazioni di bilancio, per verificarne la validità e l’attualità.