Da Stalin a Togliatti Una vita per il comunismo

Nella contea di Dover, in Pennsylvania, si apre oggi il processo tra darwinisti e creazionisti. I fautori del cosiddetto «disegno intelligente», sostengono che l’origine della vita sulla terra è nota: come dice la Genesi Dio creò l’uomo, la terra e tutto il resto e al settimo giorno si riposò. Recenti sondaggi in proposito rivelano che un americano su tre considera il contenuto della Bibbia verità scientifica. Sulla stessa linea il venti per cento degli americani adulti crede che il sole giri intorno alla terra.
Al proposito per ravvedere i cittadini abbagliati da false e oscurantiste teorie scientifiche, che vorrebbero far discendere l’uomo addirittura dalla scimmia, è stato distribuito nelle scuole e in tutti i luoghi pubblici (banche, uffici postali, sportelli della Fedex) un ciclostile da compilare e restituire firmato entro il prossimo venerdì.
Il fac-simile del testo è redatto in lingua obsoleta, e recita: «Io sottoscritto ..., figlio di ..., da Fiorenza, dell’età di anni settanta, costituito personalmente in giudizio ed inginocchiato avanti a Voi, eminentissimi e reverendissimi Cardinali, giuro che sempre ho creduto, credo adesso e con l’aiuto di Dio crederò per l’avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna la Santa Cattolica ed Apostolica Chiesa, poiché da questo Santo Offizio sono stato giudicato vehementemente sospetto d’eresia per haver tenuto e creduto che il Sole sia centro del mondo et immobile, e che la Terra non sia centro e che si muova: pertanto, volendo io levar di mente alle Eminenze Vostre con cuor sincero e fede non finta, abiuro, maledico e detesto li suddetti errori et heresie, e in generale ogni e qualunque altro errore, eresia o setta contraria alla Santa Sede. E giuro che per l’avvenire non dirò mai né più asserirò in voce o per scritto cose tali per le quali si possa aver da me simile sospizione».
Un cittadino ha riconosciuto nel testo similitudini con la famosa abiura di Galileo Galilei. Lo hanno zittito gridandogli: «Eresia!»
caterina.soffici@ilgiornale.it