Stalking in Provincia di Cremona: acqua saponata contro i colleghi

Un magazziniere 63enne minacciava i colleghi e li constringeva a prendere psicofarmaci contro ansia e stress. Accusato di stalking, non potrà più avvicinarsi al palazzo della Provincia

Cremona - Non sempre lo stalking colpisce gli ex. E' il caso di un magazziniere che lavorava nel palazzo della Provincia di Cremona, che per 5 anni se l'è presa con alcuni colleghi. Acqua saponata e altri liquidi scivolosi nei corridoi, lettere anonime con frasi ingiuriose e minacciose, falsi volantini a firma Brigate Rosse. Queste sono le armiche l'uomo usava contro i sui colleghi, costringendoli all'uso di psicofarmaci per combattere l'ansia che le vessazioni procurava loro.

Acqua saponata e lettere minatorie Così il gip di Cremona Guido Salvini ha disposto il divieto di avvicinamento al luogo di lavoro, per il 63enne, che si era accanito in particolare contro un collega, magazziniere anche lui, che lavorava al pian terreno dello stabile. Nel giugno scorso il dipendente preso di mira aveva ricevuto una vecchia cravatta alla quale era attaccato un biglietto con la scritta "vedi se con questa riesci ad impiccarti". La dirigente degli uffici aveva avvisato le forze dell’ordine spiegando che "da diverso tempo circolavano nel settore magazzino bigliettini e lettere anonime, tutti manoscritti, contenenti frasi ingiuriose e minacciose". Una di queste lettere mostrava una piccola fotografia di una pistola con la scritta "è carica e pronta per te". L’uomo, inoltre, ha più volte danneggiato "alcune serrature" degli uffici e gettato "sul pavimento dei corridoi" liquidi "maleodoranti e scivolosi tali - come scrive il gip Salvini nel provvedimento - da costituire un pericolo per chi vi lavorava". Addirittura nell’agosto 2009, si legge ancora, un altro dipendente aveva ricevuto "una busta con una lettera anonima in cui si inneggiava alle Brigate Rosse e si affermava che era stato condannato a morte.

Una forma più rara di stalking Nel disporre il divieto di avvicinamento a meno di 200 metri dagli uffici, il giudice spiega che si tratta di "stalking lavorativo, meno frequente rispetto a quello che trae origine da rapporti personali, ma non meno insidioso e destabilizzante per le vittime sino a divenire in questo caso una sorta di mobbing orizzontale cioè proveniente da un parigrado e non da un superiore".