Tra Stallone e Muccino, l’ora dei riscatti

Tra le nuove uscite Rocky Balboa e La ricerca della Felicità del regista romano

Sogni di gloria e anticonformismo, memorie e riscatto. Si tinge di nostalgia il weekend al cinema, monopolizzato dal ritorno di Rocky Balboa. Trent’anni dopo l’esordio fulminante sul ring, Sylvester Stallone sceglie di congedarsi dal boxeur appassionato e cocciuto di Philadelphia - personaggio che gli ha regalato una popolarità mondiale - confezionando un film commovente e sincero. Una pellicola di atmosfere che ricorda il verismo del primo Rocky. Incurvato sui ricordi di una vita spesa per un’ideale (la boxe), dopo la morte dell’amata Adriana, Rocky deve dare nuovo senso alla sua esistenza. Ci riuscirà gettandosi anima e muscoli sul ring per un’ultima sfida: impartire una lezione di coraggio (e di vita) a suo figlio e a un campione acerbo che non conosce la paura. Nel cast Burt Young, Milo Ventimiglia, Geraldine Hughes. (In 19 sale).
Accolto in pompa magna negli States, arriva nelle sale il primo film americano di Gabriele Muccino La ricerca della verità, ispirato a una storia vera (quella di Chris Gardner) e interpretato da un eccellente Will Smith in coppia col figlio Jaden di sette anni. A metà strada il sogno americano e le atmosfere care a Frank Capra, il film illustra con sguardo hollywoodiano la storia di un padre che nella San Francisco degli anni Ottanta si trova a fronteggiare una parabola discendente che condurrà l’uomo sull’orlo del baratro. Ma a dare forza al granitico Chris, promettente stagista in una società di brokeraggio, sarà l’amore viscerale per il suo bambino. Nel cast anche Thandie Newton. (In 18 sale e in originale al Metropolitan).
Ha fatto incetta di premi nei principali festival La guerra dei fiori rossi, opera corale del cinese Zhang Yuan, tratta dal romanzo del dissidente Whang Shuo, che s’innesta tra «I 400 colpi» di Truffaut e «Zero in condotta» di Vigo. Interpretato da 135 baby attori cinesi e ambientato in un asilo di Pechino degli anni Cinquanta, il film illustra le giornate trascorse in una comunità infantile gestita da maestre allineate alla nomenklatura. Obbligati alla rigida osservanza delle regole, pena il ritiro del fiore di carta dato come premio ai più solerti, tutti i bimbi - tranne uno, Fang Quiangqiang (Dong Bowen) - accettano silenti le regole da caserma impartite dalle maestre. Ma la ribellione è alle porte (al Mignon e al Farnese).
Completa il panorama delle uscite Infamous-Una pessima reputazione di Douglas McGrath, secondo film dopo il recente «Capote», che analizza la genesi di «A sangue freddo» il celebre romanzo-verità di Truman Capote ispirato a una carneficina avvenuta in Kansas nel ’59. Più sanguigno e irriverente, «Infamous» mette insieme un grande cast - Toby Jones, Sandra Bullock, Daniel Craig, Isabella Rossellini, Sigourney Weaver e Peter Bogdanovich - per svelare il rapporto morboso tra lo scrittore gay e uno dei due assassini.