Stallone a processo in Australia per steroidi

Sidney - L'ormai sessantenne duro di Hollywood Sylvester Stallone rischia pesanti multe dopo aver tentato di introdurre nel suo bagaglio in Australia 48 fiale di ormone della crescita umana. I legali di Stallone, star delle serie Rocky e Rambo di cui sta filmando l'ennesimo sequel, lo hanno rappresentato oggi davanti al tribunale locale di Sydney, dove è stato incriminato di un reato di importazione di sostanze proibite. Stallone e i suoi accompagnatori erano stati fermati all'aeroporto di Sydney e trattenuti per diverse ore e interrogati dalla dogana il 16 febbraio, quando l'attore è arrivato per promuovere il suo ultimo film "Rocky Balboa". I doganieri hanno perquisito i bagagli e confiscato le sostanze proibite.

Tre giorni dopo, poche ore prima della sua partenza, è stata perquisita la sua camera d'albergo e anche il suo jet privato, e altri articoli sono stati sequestrati. Dall'Australia ha proseguito per la Thailandia, dove sta girando "Rambo IV, la perla del cobra". A Stallone e al suo gruppo fu allora consentito di lasciare l'Australia e l'attore non è dovuto comparire all'udienza di oggi, dove era rappresentato dai suoi legali. L'ormone della crescita umana è considerato ufficialmente in Australia come sostanza dopante, e non può essere importato senza un permesso dell'autorità di controllo dei farmaci.

Il magistrato David Heilern ha rinviato l'udienza al 24 aprile, quando i legali di Stallone dovranno riferire se egli si dichiara colpevole o innocente. La pena massima per l'importazione illegale è una multa pari a 66 mila euro e cinque anni di carcere, ma la sentenza finanziaria massima che un tribunale locale può comminare è pari a poco più di 13 mila euro. Stallone era tornato ad allenarsi per rimettersi in forma e affrontare la sua ultima fatica cinematografica. "Le sedute di allenamento sono state molto pesanti. Muscoli che rispondevano bene 30 anni fa, oggi sono un pò arrugginiti", aveva dichiarato durante le riprese.