Con le staminali la corsa all’anti-invecchiamento

Si potrà curare il diabete e ricostruire gli organi lesionati

La scienza oggi ha la possibilità di agire nel profondo della vita, trasformandola.
A questo proposito, una delle promesse più importanti arriva dalle cellule staminali, isolate per la prima volta da un embrione umano, nel 1998, dal ricercatore americano James Thomson (la rivista Science parlò di «scoperta dell'anno»).
Si tratta di cellule estremamente versatili, non ancora differenziate, in grado di riprodursi all'infinito, originando cellule specializzate di tessuti e organi. Possono trovarsi negli embrioni (e vengono definite embrionali), o nei tessuti adulti (si chiamano adulte). Molti sono convinti che le cellule staminali potrebbero in futuro rivoluzionare la medicina: potrebbero servire a curare diverse malattie o a ricostruire organi danneggiati, o addirittura essere una risorsa contro l'invecchiamento. Le potenzialità di queste cellule, dunque, sembrano essere molte, tanto che alcuni, in modo certo sensazionalistico, le hanno definite «cellule dell'immortalità».
All'ultimo congresso annuale dell'International Society for Stem Cell Research, che si è tenuto qualche mese fa a San Francisco, gli scienziati si sono dimostrati ottimisti. Qualcosa infatti sembra muoversi nel panorama controverso che finora ha dominato l'utilizzo di queste cellule: negli Stati Uniti, per esempio, sono nate diverse iniziative di ricerca, per le quali sono stati stanziati fondi ingenti. Intanto si sta aspettando che il Senato americano si pronunci sull'eliminazione di molte restrizioni che ostacolano lo studio delle cellule staminali embrionali umane (il Congresso, lo ricordiamo, si è già espresso a favore, contro il parere del presidente George Bush).
Ma a incoraggiare gli scienziati sono soprattutto alcuni traguardi recentemente raggiunti.
Significativo l'intervento, il primo di questo genere, eseguito nel mese di luglio a Miami su una paziente italiana ammalata di diabete: le sono state trapiantate cellule pancreatiche associate a staminali del midollo osseo. Nelle settimane dopo l'operazione, i parametri della donna si sono normalizzati e il calvario di una vita dipendente dall'insulina sembra ormai solo un lontano ricordo. Un successo destinato a dare speranza ai malati di diabete.
Importante anche l'esperimento reso noto durante l'estate e condotto da ricercatori dell'Università di Harvard e dell'Howard Hughes Medical Institute di Cambridge (Usa): sono riusciti a fondere una cellula adulta della pelle con una staminale embrionale coltivata in laboratorio e a riprogrammarla, cioè a riportarla allo stadio embrionale. Tutto questo senza coinvolgere embrioni. Si tratta di un passo fondamentale nella ricerca sulle staminali, perché potrebbe permettere di aggirare tutte le problematiche etiche di cui in questi tempi si parla tanto. I laboratori di tutto il mondo, infatti, si stanno impegnando a trovare soluzioni alternative alla clonazione terapeutica; a creare cioè staminali umane con proprietà analoghe a quelle embrionali, senza però utilizzare gli embrioni.
Fondamentale poi anche quanto è avvenuto pochi mesi fa nel laboratorio di Woo Suk Hwang: lo scienziato sudcoreano ha prelevato cellule staminali da embrioni clonati a partire da cellule adulte di 11 pazienti colpiti da diabete giovanile, lesioni del midollo spinale e immunodeficienza. E ha così creato le prime 11 linee di cellule staminali embrionali su misura. In pratica, per la prima volta, ognuno di questi pazienti avrà a sua disposizione una provetta personalizzata contenente staminali. In futuro queste cellule potrebbero essere trasferite nei malati a scopo terapeutico.
Il laboratorio di Hwang è lo stesso dove è nato, nell'aprile scorso, il primo cane clonato, Snuppy (che non ha nulla a che vedere con lo Snoopy di Schulz, ma che è in realtà l'acronimo di Seul National University puppy!). Secondo quanto ha riferito Hwang, lo scopo di questa clonazione è quello di produrre animali da laboratorio da utilizzare sempre per la ricerca sulle cellule staminali. E il dibattito etico sulla liceità di questi studi si è così di nuovo riaperto...
Insomma, il progresso scientifico non si può fermare e la ricerca sulle cellule staminali sta andando avanti. Soprattutto in paesi come l'Inghilterra o la Corea del Sud o la Cina dove per la ricerca i fondi sono maggiori.