Staminali, al via i test sull’uomo

L’annuncio arriva appena una settimana dopo lo stop ai finanziamenti pubblici Usa alla ricerca sulle cellule staminali embrionali disposto da un tribunale distrettuale: è tutto pronto per i primi test sull’uomo. Le «cellule bambine» per la prima volta negli States verranno infatti iniettate, da ricercatori della californiana Geron Corp, a pazienti con una forma progressiva di cecità e su altri con devastanti lesioni al midollo spinale. La speranza è di riuscire a rigenerare la guaina che avvolge il midollo spinale danneggiato. Test realizzati su un centinaio di ratti parzialmente paralizzati hanno convinto gli studiosi: tutti gli animali sono infatti tornati a camminare.«Siamo molto ottimisti - dichiara sulle pagine del Washington Post il presidente e amministratore delegato della Geron, Thomas B. Okarma -. Se siamo sulla strada giusta, rivoluzioneremo le terapie di molte malattie croniche».
L’azienda californiana ha ottenuto il via libera della Food and Drug Administration, l’ente regolatorio Usa, nel luglio scorso. «Abbiamo saltato diversi ostacoli per ottenere il lasciapassare. Nessuno vuole un altro Jesse Gelsinger», afferma Okarma citando il caso di un ragazzo di 18 anni morto nel ’99 negli Usa per una terapia genica andata storta. L’annuncio della Geron alimenta le polemiche tra quanti sono favorevoli a questo tipo di ricerca, coloro che sollevano dubbi sulla sicurezza dei test, e chi si appella ai problemi etici legati all’uso di embrioni.