Staminali, la mozione del Polo «tenta» anche la Margherita

Fi e An: stop al ministro Mussi. I Dl in imbarazzo pensano di presentare un documento per smarcarsi dalla Quercia

Anna Maria Greco

da Roma

Chi voterà la mozione anti-Mussi, presentata in Parlamento dall’azzurro Gaetano Quagliariello e da Alfredo Mantovano di An? Nella Casa delle libertà i consensi sembrano alti e anche l’Udc si schiera a favore, ma si formerà un fronte trasversale cattolico contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali, anche con parte dell’Unione, Margherita in testa?
Quagliariello domani chiederà nell’aula del Senato che l'assemblea esamini immediatamente la mozione per il ripristino della firma italiana alla Dichiarazione etica dell’Ue, ritirata dal ministro della Ricerca Ds Fabio Mussi e che venga rispettata la volontà popolare espressa giusto un anno fa con la vittoria dell’assenteismo nel referendum sulla fecondazione assistita. «Dev’essere discussa comunque - dice - entro e non oltre il 15 giugno, quando il tema della dichiarazione etica sarà esaminato a Strasburgo, altrimenti sarebbe come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati». Giovedì, dunque, si potrebbe arrivare al voto, nello stesso giorno in cui il ministro Mussi spiegherà in Parlamento la sua contestata decisione. E Mantovano fa un appello alla maggioranza: «Spero che la mozione sia condivisa da ampi settori del Senato, a prescindere dalle appartenenze a partiti o a schieramenti: non ha nulla di confessionale, non intende sfiduciare nessuno, ma si radica nel rispetto integrale dell'essere umano».
Sembra però che un gruppo di senatori della Margherita stia preparando un’altra mozione sullo stesso problema. Il documento non è stato ancora depositato, perché si stanno sondando le altre aree del centrosinistra alla ricerca di una soluzione condivisa, ma da quel che trapela sembra per ora un papocchio che cerca di mettere insieme posizioni inconciliabili: fiducia a Mussi ma contrarietà alla ricerca sulle staminali embrionali; rispetto per la libertà di ricerca di ogni Paese europeo e invito ad utilizzare i propri fondi, in mancanza di un esplicito divieto alla ricerca sulle staminali embrionali; nessun vincolo alla Dichiarazione etica, ma richiesta di un impegno a livello europeo per ridefinire le direttive sulla ricerca con un'occhio di riguardo alla salvaguardia dell'embrione.
«Sembra una mozione debole e contraddittoria - commenta Quagliariello -. Il punto è: può un ministro scardinare la posizione assunta a livello europeo da un governo? Su questo ci vuole una parola chiara. Altrimenti, vuol dire che nell’Unione si fa solo il gioco delle parti». Anche Mantovano sottolinea che la mozione mette «in discussione un atto concreto, di diretta pertinenza del governo: e cioè il mantenimento dell'adesione dell'Italia alla Dichiarazione etica contraria allo smembramento dell'embrione». Quindi, risponde alla Dl Paola Binetti, non si tratta di modificare la legge 40 sulla fecondazione assistita, né di introdurre in Italia la sperimentazione sulle staminali embrionali: al riguardo i cittadini hanno già deciso con il referendum. E Mantovano avverte che se fosse confermato il ritiro della firma dell’Italia «i finanziamenti europei si indirizzerebbero anche alla ricerca sulle staminali embrionali, che finora, al di là dei problemi etici, non ha prodotto alcun risultato terapeutico, e verrebbero distratti dalla ricerca sulle staminali adulte, che invece ha prodotto risultati significativi e che interessa tante aziende italiane».