La stampa estera sulla crisi di Alitalia

Il Times di Londra, ironizza sulla proposta fatta da
Berlusconi, titolando "Silvio Berlusconi potrebbe salvare l’Alitalia dall’Air France". Il Financial Times: "Sballottata di qua e di là l’Alitalia è più vicina alla bancarotta"

Milano - "Sballottata di qua e di là l’Alitalia è più vicina alla bancarotta, dopo che Silvio Berlusconi, il capo del principale partito di opposizione in Italia, ha detto che se vincerà le elezioni di aprile prossimo bloccherà l’acquisto della compagnia aerea da parte dell’Air France". Lo scrive nell’edizione online il Financial Times. "Sostenitori del governo uscente - afferma il Ft - hanno accusato Berlusconi di irresponsabilità, poiché l’alternativa da lui proposta, una cordata di investitori italiani, è pura fantascienza". A questo proposito il quotidiano britannico cita il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, secondo il quale "si è di fronte prima di tutto a una perdita estremamente drammatica e sorprendente del senso della realta. C’è gente che seguita a sognare che ci sono ancora tempo, altri possibili compratori e soluzioni alternative, mentre l’Alitalia ha ossigeno soltanto per qualche altra settimana".

Un altro quotidiano britannico, il Times di Londra, ironizza sulla proposta fatta da Berlusconi, titolando "Silvio Berlusconi potrebbe salvare l’Alitalia dall’Air France". "Mentre si assottigliano le prospettive di un acquisto da parte di Air France-KLM", scrive il Times, "un ricco e potente 'cavaliere bianco' è apparso all’orizzonte per salvare la compagnia: chi altri se non Silvio Berlusconi, già due volte premier e, secondo i sondaggi, probabile vincitore delle prossime elezioni di aprile?". Nell’articolo il Times ricorda che nei giorni scorsi Berlusconi ha ventilato l’idea che di una cordata italiana per rilevare l’Alitalia possano fare parte anche i suoi figli, ma poi, battendo sul tasto nazionalistico ("persino la Grecia e il Portogallo hanno una propria compagnia di bandiera") ha ritirato l’eventuale partecipazione sua o dei suoi figli in Alitalia, «facendo appello allo spirito patriottico di altri imprenditori affinchè si facciano avanti e insistendo che un’opzione italiana esiste".

Dell’affare Alitalia si occupano anche il New York Times e il britannico Guardian, nelle rispettive edizioni online. Il Nyt pubblica un articolo ripreso dalla agenzia Reuters che riferisce le dichiarazioni del patron di Airone Carlo Toto alla stampa italiana, secondo le quali la sua compagnia "è pronta a lanciare una nuova offerta per Alitalia, ma ha bisogno di tre settimane per esaminare i libri contabili". Il Guardian scrive che mentre da un lato "Berlusconi ha detto di non avercela con la Francia, ma contro le condizoni dell’offerta" franco-olandese, dall’altro "in un chiaro appello di sapore nazionalistico afferma che gli imprenditori italiani, come ha detto Berlusconi, non possono essere colonizzati".

In un altro articolo, il Ft online afferma che nella politica italiana "sotto il mantello delle novità si nasconde la vecchia guardia". "Quando il pubblico è annoiato, ostile e si ha bisogno della sua attenzione (...) niente di meglio che dargli l’illusione di poter scegliere, mentre viene mantenuto in piedi il vecchio sistema". Questo vale per i partiti principali, aggiunge il Ft, che presentano una vasta gamma di «volti nuovi» che servono solo da specchietto per le allodole. "E così si incontrano i candidati più diversi: dall’anziano fascista al giovane principe, all’operatore di call center, al barone della dinastia di design di moda, allo zingaro balcanico, al sopravvissuto di un tragico incendio in una acciaieria, all’ex generale, alla avvenente figlia di un attore scomparso". "Sono i leader dei due opposti schieramenti che scelgono i candidati, in modo estremamente opaco", scrive il FT, aggiungendo che sia Berlusconi sia il capo del partito di centro sinistra Walter Veltroni, "dopo che non sono stati in grado di raggiungere un’intesa lo scorso anno su una riforma elettorale hanno entrambi usato tutti i mezzi in loro potere per controllare il parlamento".