Stampa in mano a Berlusconi?

Caro Dott. Lussana, finalmente, come del resto si poteva prevedere, il Corriere della Sera con le parole del suo mellifluo direttore, Paolo Mieli, ha preso posizione; così ancora una volta viene smentita in maniera chiara, evidente e lapalissiana da chi e con chi stanno i cosiddetti poteri forti e nel contempo sfatata la leggenda che i media siano in mano a Berlusconi, che della stampa non ha in mano proprio niente, salvo poche eccezioni.
Da giovane studente compravo il Corriere ed ero fiero di acquistarlo e di leggerlo ed invece ora mi vergogno di quel foglio e meno male che non l’ho più acquistato da quando Montalelli ha fondato «il Giornale».
Vorrei proprio che fosse vivo il grande Albertini, mitico fondatore di quel giornale; per me ora si rivolta nella tomba. Un quotidiano, che si professa il primo d’Italia e libero ed indipendente, ora si è schierato e si è schierato con Diliberto, che inneggia a «dieci, cento, mille Nassiryia» e che parla di mani grondanti di sangue, con il celebre voltagabbana ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Sclafaro, prima destrissimo ed ora sinistrissimo, con il medico Agnoletto, che pur vituperando i Carabinieri, a Roma attaccato dai suoi stessi compagni, ha però richiesto nel panico il loro aiuto, con i no global e i Caruso e i Casarini vari (che splendida e onorevole compagnia per uno che se la tira da intellettuale).In fondo meglio così; gli italiani, almeno spero, sapranno ben giudicare e ben scegliere. In una situazione simile quasi quasi sono felice e mi rallegro che gli italiani leggano poco i quotidiani. Il Direttore attuale del «Corrierone» (ora è proprio il caso di definirlo così) pensando al suo grandissimo predecessore, Albertini, dovrebbe vergognarsi. Cordiali saluti e «ad maiora» e non certo per il Corriere ed il suo direttore attuale.