"La stampa di sinistra mi critica? Non sanno né leggere né scrivere"

Santoro replica al giornale della Margherita: "Non faccio editti, li subisco. Mi accusano di aver fatto perdere il Pd, ma sono loro ad aver fatto l’indulto e a sottovalutare l’allarme sicurezza"

da Milano

La bufera su Annozero infuria, ma Michele Santoro non sembra curarsene più di tanto. Le polemiche sulle accuse di Grillo al capo dello Stato, e quelle allo scienziato di area Pd Umberto Veronesi, sono su tutti i giornali. Soprattutto su Europa, che ha affidato a un corsivo in prima pagina una pesante accusa a Santoro. «Un editto di Salerno per la chiusura del giornale della Margherita». Ma il conduttore campano, raggiunto telefonicamente dal Giornale, cade dalle nuvole.
Ha visto Europa? C’è un corsivo contro di lei...
«No, non l’ho visto. Ma comunque, anche se l’avessi visto non lo commenterei».
Glielo leggo. «Con tutti i problemi che ha, Santoro ha trovato il tempo pure di prendersela con Europa, rea di averlo criticato. Per punizione, ne ha pronosticato la rapida chiusura. L’editto di Salerno».
«Non sanno leggere. Non mi pare di aver detto niente del genere. Vai a guardarti la puntata su internet».
Sul sito non c’è...
«Non c’è?»
No. C’è quella del 24 aprile, quella con Saviano. Sarà online lunedì...
«Come sarà online lunedì? Dovrebbe essere online il giorno dopo... Se poi la Rai ha impedito di metterla in onda... Non lo so, se la Rai fa delle scelte sue, io non posso farci niente. Comunque non ho mai auspicato la chiusura di Europa. Si sbagliano di grosso. Hanno seri problemi. Mai detto. Zero, zero. Mai detto una cosa che vagamente possa suonare come un editto. Io li subisco, non li faccio...».
Lei ha parlato di giornale clandestino... Una parola dal sen fuggita?
«Assolutamente. Se vuoi la frase, per come me la ricordo, te la dico: “Non si vede come i dirigenti del Pd possano assomigliare a un giornale come Europa, che nonostante i cospicui finanziamenti pubblici (3,7 milioni di euro, ndr) che prende è un giornale con pochi lettori, quasi clandestino”. Questo è quanto».
Sembra un po’ la polemica Veltroni-Riformista, quando il leader Pd, dopo alcune critiche mosse dopo le elezioni, disse che il giornale arancione, prima di parlare, dovrebbe vendere un po’ di più...
«Assolutamente no. Se tu vuoi dirlo... Ne dite tante di cretinate. Puoi dire quello che vuoi».
Mi accusa di dire cretinate...
«Se voi mi volete far dire cose che non ho detto...»
Non io...
«E allora che c’entra Veltroni? Hanno detto che la sinistra assomiglia a me. Ho detto che non è così, e che è difficile che somigli a Europa».
Europa dice che lei si è risentito per un articolo che l’aveva bacchettato, dicendo che la sinistra aveva perso per colpa di certe trasmissioni.
«Non mi sono risentito per niente. Era un articolo, ripreso dalla Stampa, che poi attribuiva a me le ragioni della sconfitta».
Non è così?
«La sinistra ha fatto l’indulto, noi siamo stati critici. Siamo stati allarmisti sul problema sicurezza e sui rifiuti, ma li hanno sottovalutati. Siamo stati critici con Mastella, accusato di aver fatto cadere il governo e loro se lo son tenuto dentro fino all’ultimo. Non capisco dov’è sta somiglianza... Vivete di allucinazioni, continuate a farlo. Non ci posso fare niente. È un problema vostro. Ma io non ho mai detto che Europa deve chiudere».
È stata una battuta di spirito, ed è stato frainteso...
«No, no, no. È un problema d’ignoranza. Chi ha ascoltato queste parole ha voluto fraintenderle volutamente, perché non erano fraintendibili. Devono prima imparare a leggere e scrivere. Poi può darsi che possano fare i giornali e anche ascoltare quelli che ogni tanto li criticano».
Non è stato un autogol, dunque.
«Quando parlo solitamente so quello che dico. E comunque editti io non me ne ricordo. Se poi l’articolista se ne ricorda qualcuno...».
Credo che l’abbia scritto proprio il direttore di Europa, Stefano Menichini...
«Menichini? Eeeh, poveretto...».
felice.manti@ilgiornale.it