Stamperia sgomberata all’alba Ma il Soccorso Rosso non arriva

Alle 5.40 i ragazzi della Stamperia di via Giannone stavano ancora dormendo quando sono stati svegliati dalla polizia. Docilmente si sono lasciati accompagnare all’uscita, facendo però al contempo partire il solito tam tam per richiamare i «compagni alla lotta». E alle 14.30 in cinquanta, hanno cercato di raggiungere la questura. Fermati in via Statuto hanno prima paralizzato il traffico poi tentato di aggredire un operatore tv, rendendo necessario l’intervento dei carabinieri. Qualche randellata riportava la calma, e gli irriducibili si accontentavano di accamparsi per un’oretta ancora in piazza Lega Lombarda, per poi infilarsi in Statale.
Un’altra giornata intensa dunque, segnata però, incidenti a parte, dall’isolamento dei duri e puri della Stamperia. Nessun centro sociale ha infatti risposto alla mobilitazione, confermando come il loro atteggiamento rissoso abbia ormai esasperato l’intero panorama antagonista. Via Giannone 8 infatti è l’ultima destinazione di quel nucleo di anarco insurrezionalisti cresciuti al Lab Zero di via Ripa Ticinese 83 sgomberato il 15 giugno. Usciti dallo stabile, già in serata occuparono un altro in via Savona 18 dove rimasero fino allo sfratto del 14 ottobre. In quel frangente però incassarono la solidarietà degli altri centri sociali, in particolare il Cantiere, che scesero in strada per quattro giorni di proteste. Manifestazioni finite il 18 ottobre, quando i ragazzi invasero la palazzina di via Giannone.
In questi mesi però si sono consumati duri scontri ideologici all’interno del movimento, con roventi scambi di accuse e insulti, in particolare proprio con il Cantiere. La rottura definitiva il 28 gennaio quando, durante lo sciopero dei metalmeccanici, attaccarono la sede di Assolombarda in via Pantano. Creando non pochi imbarazzi al sindacato e agli altri centri sociali.
E il risultato s’è visto ieri. Lo sgombero infatti è filato via liscio come l’olio. Dentro lo stabile sono stati trovati 33 ragazzi, tutti denunciati, tra cui anche nove stranieri tra francesi, egiziani, argentini e inglesi, finiti in questura per accertamenti ed eventuale espulsione degli irregolari. Per tutta la mattinata c’è stato un fitto intreccio di telefonate per raccogliere l’adesione di altri «compagni» e dar vita a una folta manifestazione. Venendo però rimbalzati da tutti. Alle fine verso le 14.30 in cinquanta sono partiti da porta Volta per raggiungere la questura, venendo però intercettati in via Statuto, dove si sedevano per terra, creando un primo tappo alla circolazione. Mezz’ora di trattativa con questura poi decidevano di fare dietro front. In largo La Foppa, uno dei manifestanti, Oscar Pace che, a dispetto del nome, ha una montagna di precedenti compreso un tentato omicidio, se l’è presa con un operatore Tv. Un funzionario di polizia è intervenuto per calmarlo ma è stato subito circondato da altri dimostranti. E per allontanarli è stato necessario un intervento dei carabinieri a suon di manganellate. Alla fine gli anarchici si sono riparati in piazza Lega Lombarda dove hanno improvvisato un sit-in di un’oretta circa. Poi tutti verso la Statale per cercare di serrare le fila, ma soprattutto trovare la solidarietà mancata finora.