Stampiamo 145 libri ogni giorno

Sono 145 i titoli pubblicati in Italia ogni giorno. Tra 2002 e 2004 la produzione dei piccoli e medi editori è cresciuta del 4,7 per cento, mentre quella dei grandi è diminuita del 6,3. Questi i dati di partenza del convegno «I libri: merce facilmente deperibile?» che si è svolto alla Fiera della piccola e media editoria «Più libri più liberi» a Roma.
Che cosa deriva da tale surproduzione? Paradossalmente che in un solo metro quadro del negozio di un libraio dovrebbero essere stipati ben 304 libri, se nel 2005 le librerie italiane avessero accolto tutta la produzione di novità e ristampe pubblicate nel corso dell’anno, come fa notare una elaborazione dell’ufficio studi dell’Associazione italiana editori. Un dato, tra l’altro, che, «come in tutte le grandi editorie mondiali, cresce di anno in anno», come ha ricordato Giovanni Peresson, dell’ufficio studi dell’Aie: «L’anno prima erano 296». Troppi? Dal punto di vista del consumatore certamente. Troppe novità, titoli che stanno sempre meno tempo sugli scaffali della libreria laddove invece per il tipo di proposta (un nuovo autore, un nuovo tema e argomento) ci sarebbe bisogno di più tempo per farsi conoscere e apprezzare dal pubblico.
La situazione non è molto diversa in Europa, se si fa il confronto con la produzione libraria di altri Paesi: se in Italia i titoli pubblicati al giorno (tra novità e ristampe) sono 145, scopriamo che in Francia sono 179, in Germania 203, in Spagna 199, e in Inghilterra 344.
In Italia l’89-90 per cento delle case editrici sono piccole e medio-piccole (fino a 50 titoli): nel 2004 la piccola e media editoria ha immesso nei canali di vendita il 13,9 per cento delle copie contro l’86 per cento dei grandi editori. L’editoria italiana, come quella francese o tedesca, cresce attraverso l’aumento delle proposte di lettura per un pubblico che vuole libri capaci di rispondere ai suoi bisogni di cultura e informazione. La piccola e media editoria ha bisogno di più tempo per farsi conoscere e di maggior lavoro per raggiungere il lettore. La libreria, soprattutto quella indipendente, deve saper trovare il giusto equilibrio fra i titoli ad alta rotazione e gli altri, cioè quelli dei piccoli editori che sperimentano nuovi percorsi di qualità.