Stanca attacca: «Dimettermi? Alla Camera aiuto l’Expo»

«Non possiamo fare una squadra con un giocatore che vuole fare autogol». Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015, in un’intervista a Economy attacca il presidente della Provincia, Filippo Penati, reo di giocare, con i suoi frequenti attacchi, contro la squadra di cui fa parte, dal momento che Palazzo Isimbardi ha un uomo nel cda Expo. «Facciamo passare le elezioni - aggiunge Stanca -, poi sarà necessario trovare un corretto equilibrio con il socio Provincia».
Tra gli altri temi su cui è tornato l’ex ministro anche la polemica sullo stipendio e sul doppio incarico di parlamentare e amministratore delegato, contro il quale si è espresso il consiglio comunale. Stanca ricorda che il tema sarà affrontato dalla giunta per le elezioni della Camera: «Se ci fosse incompatibilità, cosa che non mi risulta, mi dimetterò». Ma secondo lui rimanere alla Camera «favorirebbe enormemente» la causa: «L’Expo non si fa contro Roma ma con Roma. In Parlamento posso incontrare ministri, stabilire rapporti con i colleghi e risolvere problemi nel giro di un’ora».
Resta la questione dello stipendio. Secondo il Pd, che ieri ha annunciato un’interrogazione parlamentare, «Stanca non può ricevere compensi per il suo ruolo di amministratore delegato di Expo, finché rimarrà in carica come deputato; lo stabilisce una legge dello Stato (la 1261 del ’65)». L’ad dell’Expo ha ricordato l’entità del suo emolumento: 300mila euro fissi più 150mila legati al raggiungimento degli obiettivi: «Sfido chiunque nel settore privato a prendere in mano una società di tali dimensioni e complessità con lo stesso stipendio». Criterio che intende applicare anche ai dirigenti: «Non voglio manager raccomandati dalla politica e saranno pagati secondo i parametri di mercato. Non possiamo sottopagare i dirigenti o accontentarci di persone mediocri».
Nessun allarme sul ridimensionamento dell’Expo. «Monitoreremo che non sia un’Expo minore e non sia solo una piccola vetrina. Ora basta polemiche» dice la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Il governo ha già risposto garantendo il necessario» rassicura il sindaco, Letizia Moratti.