Stanca: «Ecco il fondo per l’innovazione. Sul tavolo 100 milioni»

Maddalena Camera

da Milano

«Se il computer e ormai entrato nelle case degli italiani come del resto la banda larga che ha superato i sei milioni di abbonati, le imprese ancora stentano a investire in tecnologia». Lo spiega il ministro dell’Innovazione e delle nuove tecnologie, Lucio Stanca, illustrando il sostegno del governo sul fronte dello sviluppo tecnologico alle imprese italiane.
«Abbiamo costituito un fondo da 100 milioni di euro - prosegue Stanca -. Vi potranno accedere le società di private equity che vogliono investire in nuove start up di natura tecnologica».
Secondo Stanca infatti le imprese italiane non hanno la dimensione adatta per sostenere piani di ricerca e sviluppo. Senza contare che dopo lo scoppio della bolla di Internet, è sempre piu difficile che i fondi di investimento decidano di lanciarsi in imprese rischiose.
«Da due anni stiamo lavorando al progetto di sostegno delle imprese - aggiunge il ministro -. Nel nostro Paese poche industrie sono in grado di affrontare da sole i costi di ricerca e sviluppo».
Ma quali sono le modalità per accedere al fondo? La procedura è semplice. Basta presentare domanda e un apposito comitato valuterà la proposta. La durata del prestito è di 10 anni e se alla fine il progetto avrà successo il fondo di private equity restituirà soltanto una piccola quota degli interessi legali.
«Il governo si trova a un bivio - continua Stanca -. O si ha il coraggio di varare proposte del genere oppure il nostro Paese rimarrà indietro rispetto a nazioni che riescono a investire in tecnologie innovative». E tra questi senza ombra di dubbio c’è la Cina dove il governo ha investito molti miliardi di dollari per lo sviluppo delle sue aziende tecnologiche. E la prova è che una azienda cinese, Lenovo, ha acquistato negli Usa il settore dei personal computer di Ibm. A questo proposito per sostenere lo sviluppo dell’innovazione digitale e aumentare la competitività internazionale delle imprese italiane il ministro delle Attività Produttive e il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie hanno varato due decreti con una dotazione finanziaria complessiva di 630 milioni di euro, già deliberati dal Cipe. «È la prima volta - aggiunge Stanca - che adottiamo un provvedimento così forte e mirato al sostegno dell’innovazione tecnologica delle imprese con modalità e strumenti innovativi».
Particolarmente interessante l’agevolazione finanziaria: il 10 per cento dello stanziamento, infatti, è a fondo perduto; l’80 per cento è erogato con un credito agevolato (a tassi dello 0,5 per cento) dalla Cassa Depositi e Prestiti e il restante 10 per cento è al tasso ordinario bancario. «In questo caso - conclude il ministro - sarà molto importante che le imprese che vogliono richiedere l’accesso al fondo presentino un progetto in cui venga coinvolta anche un’università. Solo in questo modo riusciremo a far crescere anche in Italia l’importante settore della ricerca e sviluppo».