Stanca: i piani dell’ Expo non si toccano

L’amministratore della società esclude che vengano riviste al ribasso le stime del 2015:
«Il marchio? Ha un potenziale enorme per richiamare partecipanti e sponsor privati»
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«Siamo nei tempi, non ci sono ritardi» dice il commissario Expo Letizia Moratti di ritorno da Parigi, dove ieri ha incontrato il comitato esecutivo del Bureau International des Expositions. «Nessun ridimensionamento dell’Expo, che anzi è un’opportunità unica» assicura l’amministratore delegato di Expo 2015, Lucio Stanca. Anche lui in missione parigina, ma mercoledì scorso è tornato sfoggiando grande ottimismo: «Sono molto soddisfatto. Avremo la squadra al completo entro fine maggio, i manager saranno tutti italiani perché noi italiani siamo bravi, ma devono avere una grossa esperienza internazionale». Il governatore della Lombardia (che a Parigi ha mandato il suo vice, Gianni Rossoni) si lancia in previsioni rosee: «Possiamo ospitare il primo Expo della ripresa. È Shanghai ad essere in difficoltà perché la sua esposizione universale si svolge in un momento di crisi».
A maggio sarà anche convocato il primo consiglio di amministrazione della società che ha una dotazione finanziaria di 10,121 milioni di euro. Intanto l’amministratore delegato di Expo ha lanciato un’iniziativa per il coinvolgimento dei cittadini. E entro quindici giorni - annuncia Stanca - sarà avviata la consultazione sul dopo Expo «per dare la possibilità ai cittadini di esprimere il proprio parere. Potranno partecipare anche gli stranieri». Sarà possibile votare ai gazebo, nelle metropolitane e via internet, sul sito dell’Expo. Gli architetti della Consulta sono al lavoro per realizzare i masterplan, ma al momento è in vantaggio l’ipotesi prevista dal dossier di candidatura, ovvero di ospitare sul sito Expo la Città del gusto, trasferendo anche l’Ortomercato e attività legate alla ristorazione. È prevista una stretta sinergia con la Fiera.
Stanca esclude che vengano riviste al ribasso le stime per l’Expo: «Nessuna ipotesi, né ragione, di rivisitazioni del dossier Expo. Expo è un’irripetibile, unica opportunità di sviluppo del nostro territorio e dobbiamo giocarla alla grande. Va tradotto il dossier di candidatura in piano industriale, economico e finanziario ma poi tutto lo sforzo sarà nel migliorarlo. È facile tagliare ma la vera sfida è sfruttare l’opportunità». Secondo l’ad della società, si tratta di un’occasione epocale: «Un’altra Expo potrà capitare forse tra cent’anni. Potremo anche superare i 29 milioni di visite previste nel dossier di candidatura e, se saremo bravi, anche far aumentare i ricavi. Il brand dell’Expo (ovvero il marchio, ndr) ha un potenziale enorme per richiamare partecipanti e sponsorizzazioni private».
Sul potenziale di Milano ha insistito anche la Moratti: «La nostra è una città che attrae molto e comunque ed è in controtendenza anche in questi tempi di crisi».