Stanca, Prestigiacomo e Tremonti ministri certi Letta vicepremier unico

Nell’identikit tracciato da Berlusconi c’è spazio per Maroni e Calderoli. E Bossi tiene in allerta Rosi Mauro

da Roma

La scaramanzia ha le sue leggi e ufficialmente nessuno vuole parlare troppo della futura squadra di governo. Ma nel centrodestra, sia pure sottotraccia, l’identikit del nuovo esecutivo inizia a prendere forma e i leader iniziano a pianificare la composizione del nuovo esecutivo.
«Avremo 4 donne su un governo di dodici ministri», ribadisce in giornata Silvio Berlusconi. «Il nostro governo - aggiunge - sarà il più contenuto nella storia della Repubblica dando l’esempio per ciò che riguarda la diminuzione dei costi della politica». I nomi pronunciati ufficialmente sono pochi. Il candidato premier del Pdl ha già investito ufficialmente dell’onore/onere di ministero Giulio Tremonti, Stefania Prestigiacomo, Gianni Letta e Lucio Stanca e, parlando in Liguria, ha fatto capire che nella squadra figurerà anche Claudio Scajola. Per quanto riguarda, invece, le presenze rosa, le donne maggiormente indiziate per un incarico governativo sono, oltre alla Prestigiacomo, Adriana Poli Bortone, Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini e Giulia Bongiorno.
Più complesso incastrare i nomi nella caselle ministeriali. Per Gianni Letta che Berlusconi vorrebbe «sempre vicino» per la sua «preziosa collaborazione» prende sempre maggiore forza l’ipotesi di un incarico come vicepremier unico. Per Gianfranco Fini la destinazione più accreditata continua a essere quella della presidenza della Camera (mentre al Senato dovrebbe andare Beppe Pisanu). Scontato Giulio Tremonti all’Economia, agli Esteri Berlusconi vorrebbe Franco Frattini, mentre agli Interni le voci danno per favorito Renato Schifani, che lascia la presidenza dei senatori libera per Maurizio Gasparri. Derby del Nord tra Ignazio La Russa e Claudio Scajola per il ministero della Difesa ma per l’esponente genovese del Pdl si parla anche delle Attività Produttive. Lucio Stanca si avvia a tornare al ministero dell’Innovazione per concludere la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione che porterebbe a risparmi per circa 20 miliardi di euro. Per quanto riguarda la presenza muliebre i rumours danno Mara Carfagna alla Famiglia, Adriana Poli Bortone in pole-position per la sostituzione di Emma Bonino agli Affari Europei, Giulia Bongiorno, principessa del foro e già deputata di An, alla Giustizia (dove è in corsa anche Marcello Pera). Alle Attività produttive, come detto, c’è Scajola (se non farà il presidente dei deputati) ma qualcuno continua a sussurrare il nome di Corrado Passera. Roberto Maroni viene dato per confermato al ministero del Welfare.
C’è poi il capitolo della Difesa per la quale è sempre in corsa Antonio Martino. Ma c’è anche chi ipotizza un colpo di scena, con la prima donna a capo dell’Esercito, Stefania Prestigiacomo. Secondo i boatos dei palazzi, nella lista ministeriale provvisoria ci sarebbero anche i nomi di Gianni Alemanno e Altero Matteoli così come circola l’ipotesi che Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi e vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, vada a ricoprire l’incarico di ministro dei Beni culturali. Se Roberto Formigoni è in bilico tra Salute e Istruzione, Umberto Bossi, in attesa di una decisione sul suo futuro, mette in pista la pasionaria della Lega, Rosi Mauro, leader del sindacato padano (Sin.Pa). Così come viene data per sicura la presenza nella squadra di Roberto Calderoli. Carlo Giovanardi, infine, è in pole position per i Rapporti con il Parlamento.