La stanca rappresentazione della commedia ecologista

Non ho mai partecipato ad una Festa dell’Unità. Almeno così sarebbe stato fino a sabato scorso, quando un amico mi chiese il favore di accompagnarlo. Voleva farmi assistere al dibattito Quale energia per il futuro tra gli «esperti» chiamati dagli organizzatori. La festa, a Modena, era una sorta di chimera tra il luna-park, la fiera campionaria e la festa paesana, senza i pregi di alcuno dei tre, ma pazienza. Le giostre c’erano e le esposizioni di prodotti commerciali pure. La prima pagina del programma informa che «la cosa più importante della nostra festa è il suo essere un evento che si ripete dalla Liberazione ad oggi offrendo spettacoli, musica, cultura e buona cucina». Concordo sulla buona cucina e anche sugli spettacoli: c’erano fuochi d’artificio, l’esibizione di ping pong, il gay-day, le lezioni di tango, salsa e cha-cha-cha, il clown Bruno e c’erano, in abbondanza, pupazzi e burattini.
Infine la cultura: mostre e conferenze. Una mostra invitava tutti ad adottare comportamenti «corretti», come quello di andare a piedi e non in automobile (a dispetto di tutte le concessionarie d’auto che sponsorizzavano la Festa). Ecco com’era congegnato l’invito: «pensate - suggeriva un manifesto della mostra - un’auto che, in 12 anni della sua vita, percorre 160.000 km sputa fuori tot kg di CO2 - perdonatemi, ma non ricordo il numero, che era dell’ordine delle centinaia di migliaia - mentre un uomo a piedi che percorre la stessa distanza (sic!), di CO2 ne sputa fuori solo 6000 kg». Saranno le conferenze meno esilaranti? Non saprei, ma posso assicurare che quella dove mi ha condotto il mio amico faceva piangere. Dentro un tendone con 300 sedie, eravamo in 30 ad ascoltare 4 che, si fa per dire, dibattevano. I 4 «esperti» erano 2 coppie di amici di merende, come ora chiarirò. La coppia Vanni Bulgarelli e Gian Carlo Muzzarelli, entrambi dirigenti locali dei Ds, l’avevo già incontrata 6 anni fa, quando in una conferenza cittadina cercava di convincere l’uditorio della necessità che il Paese spendesse 30 miliardi per interrare i cavi di trasmissione dell’energia elettrica che, a loro dire, causavano la leucemia ai bambini. Come tutti ora sapete, quei due dissero allora una colossale frottola (solo i 30 miliardi erano euri e non frottole). La coppia Ermete Realacci e Gianluca Borghi, tra i fondatori di Legambiente il primo e dei Verdi il secondo, entrambi affossatori dello sviluppo della fonte nucleare d’energia in Italia e corresponsabili della situazione energetica del nostro Paese, che lo stesso Muzzarelli definì «drammatica». Un dramma che - erano tutti e quattro concordi - si sarebbe potuto superare solo se il denaro delle nostre tasse andasse speso per installare pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici. Sapete quanto ci vuole per soddisfare meno del 2% del nostro fabbisogno elettrico coi pannelli FV? 30 miliardi di euri. Insomma, qui c’è qualcuno che ha bisogno di 30 miliardi di euri.
Perché non glieli diamo, così la fa finita? Con altri 30 miliardi installiamo 10 reattori nucleari, soddisfiamo oltre il 30% e usciamo dal dramma.