La stangata dal 5 dicembreRincari su luce, gas e pieno

Tra otto giorni il governo varerà il suo pacchetto di misure. Ogni famiglia spende 2.458 euro in 12 mesi per le bollette. E per la prima volta in 20 anni tredicesime in ribasso

RomaSarà probabilmente il prossimo 5 dicembre l’S-day, il giorno della stangata. O della scure, se preferite. Quel giorno, un lunedì, si terrà un Consiglio dei ministri nel quale sarà illustrato il primo pacchetto di misure del governo Monti. Un annuncio - anticipato ieri dalle parole del presidente della Camera Gianfranco Fini: «Già entro la prossima settimana arriveranno i provvedimenti noti» - che suona come precipitosa risposta alle critiche del Financial Times, che ieri ha posto fine alla luna di miele tra il nuovo esecutivo e la stampa internazionale parlando di provvedimenti «avvolti nella nebbia» e degli «italiani che hanno riposto fiducia in lui e che stanno diventando un po’ nervosi». Insomma, i bulloni della macchina che stritolerà gli italiani stanno per essere stretti una volta per tutte. Ieri per l’esecutivo del Professore è stato un sabato di lavoro, con un vertice interministeriale che ha visto presenti i ministri Elsa Fornero (Lavoro), Enzo Moavero (Rapporti con l’Ue) e Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento). Sul tavolo prefestivo le misure tanto attese eppure finora piuttosto misteriose, sulle quali dovremmo sapere qualcosa in più fra otto giorni, quando sarà varato «un primo pacchetto di misure per seguire la strategia della crescita, della stabilità e dell’equità». E ieri la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto firmato il 21 novembre da Monti in quanto ministro dell’Economia con le modalità di attuazione del contributo di solidarietà del 3 per cento sulla parte dei redditi (del 2011, 2012 e 2013) eccedenti i 300mila euro. Un provvedimento deciso con la manovra di agosto del governo Berlusconi, ma non varato da Giulio Tremonti entro il 30 ottobre.
Il salasso del 5 dicembre non potrà che peggiorare l’umore già tetro degli italiani, che hanno appena scoperto che il prossimo Natale, il primo con Mario Monti nelle vesti di un Santa Claus con la sacca dei regali bucata, sarà il più magro degli ultimi vent’anni. Per la prima volta in questo lasso di tempo le tredicesime degli italiani saranno più leggere dell’anno precedente, con un calo complessivo del 2,2 per cento, pari a 800 milioni di euro. La decurtazione più alta (del 3,1 per cento) riguarderà i dipendenti privati, mentre i pensionati (-1,9) e i lavoratori pubblici (-1,1) se la caveranno più a buon mercato. A dircelo è uno studio di Adusbef e Federconsumatori, che sottolinea anche come solo il 20,2 per cento delle tredicesime sarà impiegato - come sarebbe normale - per regali e consumi alimentari, mentre il grosso della cifra andrà a riempire i buchi apertisi nell’annus horribilis dell’economia italiana: e quindi servirà a pagare bollette, tasse, mutui e a saldare i debiti contratti. Naturalmente questo inciderà pesantemente anche sui consumi natalizi, destinati secondo i consumatori a calare del 6,9 per cento rispetto alle scorse feste.
Brutte notizie arrivano anche da Confartigianato, che ha fatto due conti sulle bollette energetiche pagate dagli italiani. In un anno una famiglia paga ormai un conto medio di 2.458 euro, con un aumento spaventoso del 26,5 per cento, per buona parte provocato dall’impennata dei prezzi del petrolio (il barile costa il 143 per cento in più rispetto al marzo 2009). Ciò che ha pesanti ripercussioni sul costo dei carburanti (+17,4 negli ultimi mesi, +15,3 per la benzina senza piombo, addirittura +22,1 per il gasolio) e del gas (+12,2 nel nostro Paese contro il +10,1 dell’area euro). A risentirne anche i trasporti, più cari nel 2011 del 7,7% rispetto al 2010 (nell’area euro l’aumento è stato più contenuto: +4,5).