La stangata è solo sugli esami Per lo specialista servono 56 euro

da Milano

Primo giornata di nuove tariffe anche negli ambulatori ospedalieri lombardi. Un cambiamento accolto, a quanto pare, senza troppe proteste da parte dei cittadini.
«Finora non ci sono state lamentele da parte dei pazienti - spiega Vito Corrao, direttore generale dell’ospedale San Giuseppe -. Ma bisogna tener presente che molti hanno ricette emesse dal medico di base entro il 31 dicembre 2006». Le nuove tariffe, infatti - in base all’interpretazione data dalla Regione - non sono retroattive: gli aumenti verranno quindi applicati solo sulle ricette con data successiva al 1° gennaio.
E la stangata, in Lombardia, non riguarda tanto il pronto soccorso: qui il «codice bianco» - il paziente con patologia non grave e non esentato dal pagamento del ticket - sborsa 35 euro a visita già dal 2002, che diventano 50 se si aggiunge un esame specialistico. Il rincaro riguarda piuttosto le prestazioni ambulatoriali: il costo di un esame specialistico passa da 16 euro a 23 per la prima visita, con un tetto massimo di 46 euro. Che diventano 56 se si aggiunge la vera novità della Finanziaria: il versamento di 10 euro per ogni ricetta. «Non si tratta di un ticket - precisa Elisabetta Brunello, direttore sanitario del San Giuseppe -: quei dieci euro i pazienti non li pagano per la visita, che pure è aumentata ma per la ricetta in sé».
Una vera e propria tassa insomma, che aumenta esponenzialmente in base al numero di «fogli rossi» che il medico di base compila: «Spesso è proprio lui il più disinformato - racconta la responsabile dell’area ambulatoriale del S. Giuseppe -. Per ogni foglio si possono inserire fino ad otto esami, purchè riguardino la stessa area: ad esempio gli esami del sangue. Spesso arrivano pazienti con tante impegnative quanti sono gli esami: con questa tassa si troveranno a pagare cifre astronomiche».
Un «obolo» che lascia perplessa anche la direzione generale dell’ospedale Fatebenefratelli: «Abbiamo messo cartelli ovunque avvisando delle nuove norme i pazienti - spiegano -. Questa tassa è del tutto nuova, e temevamo le reazioni furibonde del 2002, quando fu introdotto il codice bianco a pagamento: la gente si adegua malvolentieri a pagare quello che prima era gratuito». Per ora, comunque, la giornata è trascorsa senza intoppi: «Siamo in costante contatto con l’accettazione, e finora non ci segnalano tensioni: vedremo nei prossimi giorni».