Stankovic: "A 7 punti dal Milan? La Roma ce ne recuperò 14..."

Dopo la tripletta al Parma, il serbo è ottimista: &quot;L’importante è che durante la trasferta mondiale i rossoneri non volino troppo. A gennaio giocheremo il doppio: ma la coppa Intercontinentale potrebbe darci la carica&quot;<br />

Milano - Three is a magic number, reci­tava un martellante spot televisivo di qualche tempo fa. Il ritornello deve es­sere entrato a forza nella zucca di Dejan Stankovic. Tanto che il nume­ro tre sembra il leit motiv degli ultimi mesi vissuti dal giocatore serbo.

Lui, uno degli eroi nerazzurri del tri­plete di maggio. Ancora lui, l'uomo delle tre dita mostrate con discutibile orgoglio nazionalistico il 12 ottobre scorso a Genova, mentre i suoi conna­zionali devastavano gli spalti di Ma­rassi. Sempre lui, l'autore della triplet­ta che domenica ha steso il Parma e consegnato alla sua Inter i, guarda ca­so, tre punti in campionato dopo qua­si un mese di astinenza. La prima tripletta da quando è in Italia, Stankovic la vuole festeggiare incontrando i tifosi nerazzurri.

Quale occasione migliore della presentazio­ne del suo libro “ Fortissimamente io” ieri a Milano? «Un'emozione bellissi­ma- esordisce il campione serbo - in una bellissima serata». Da un novello scrittore ci si aspetterebbe di meglio. Pazienza, il popolo interista lo perdo­nerà. I gol vanno e vengono. Ma chi li fa non li dimentica. Così Deki, come lo chiamano i compagni, corregge subi­to un cronista disattento. «Guarda che domenica ne ho fatti tre, non due». Forse è meglio metterlo per iscritto. «Già, nel prossimo libro ma­gari dedico un capitolo a questa tri­pletta. C'è ancora una seconda parte che voglio raccontare». Una seconda parte che forse inizia qui. Con la rinascita dell'Inter di Beni­tez, data per morta e risorta in tre gior­ni con due vittorie di fila. «I successi ti danno sicurezza e ti trasmettono la voglia di non mollare mai».

E servono anche ad avvicinarsi al Milan capoli­sta e sperare nell'ennesimo scudetto. «Sette punti di distacco sono meglio che nove- ride Stankovic- . Stiamo re­cuperando tanti giocatori fondamen­tali. Fino ad ora non abbiamo potuto mai fare turnover e abbiamo giocato ogni tre giorni…». Meglio che si abitui, il serbo. Dopo il Mondiale per club l'Inter sarà co­stretta a giocare due volte a settima­na. «È vero e può essere pericoloso. Gli altri riposeranno, noi no. Ma se torni da Abu Dhabi con il sorriso le partite da recuperare saranno più fa­cili da vincere».

I rossoneri potrebbe­ro però approfittarne. «Dal punto di vista psicologico potrebbe essere dif­ficile da gestire. Soprattutto se loro riuscissero a guadagnare tanti punti di vantaggio mentre noi siamo in Me­dio Oriente.

Ma la Roma degli ultimi anni ci ha dimostrato come le rimon­­te siano possibili: tre anni fa ci ha man­giato 14 punti». Intanto venerdì c'è la Lazio. I bian­cocelesti sono secondi in classifica dopo 14 giornate di campionato. Non accadeva da una vita. Più o me­no da quando Stankovic ha liberato il suo armadietto a Formello. «Loro hanno un bellissimo gruppo e hanno fatto un ottimo mercato - conclude Stankovic - . Poi hanno la fortuna di giocare ogni sette giorni. Sono in gran forma, ma noi ci siamo ripresi. Sarà una grande sfida, da vincere per arri­vare ancora più carichi al Mondiale ».