"Stanno suonando la nostra canzone", le ultime repliche al Teatro Manzoni

Fino a domenica pomeriggio sarà possibile assistere alla commedia musicale tratta dall'opera di Neil Simon

Tratto della mitica commedia musicale americana di Neil Simon, "Stanno suonando la nostra canzone", lo spettacolo in scena al Teatro Manzoni fino a domenica pomeriggio, con la regia di Gianluca Guidi e con i bravissimi protagonisti Giampiero Ingrassia e Simona Samarelli, su musiche di Marvin Hamlisch, continua a divertire il pubblico e a fare parlare bene la critica.

Andrea Ciarlini, Davide Dal Seno, Giuseppe Marino (sono le voi del protagonista maschile) e Federica Capra, Alessandra Calamassi, Giorgia Stizzoli (sono le voci di Simona Samarelli), sono anche ballerini eccezionali che fanno da sfondo ai personaggi chiave di una delle commedie più rappresentate dal 1979 a Broadway che aprì il sipario ben 1.082 sere consecutive all'Imperial Theatre. Nel 1980 lo spettacolo ha sbancato anche il West-End londinese. Nel 1981 Gigi Prietti ne firma la regia e venti anni dopo la Gocci interpretò la protagonista, un'avventura che ha continuato i ruoli con Maria Laura Baccarini con Guidi come regia.

Il testo ha una genesi curiosa Simon e Hamlisch si frequentavano con l'intenzione di scrivere un musical tratto da una precedente commedia di Simon, "The Gingrerbread Lady" (l'edizione italiana la fece la bravissima Anna Mazzamauro); in quel periodo Hamlisch inizia la sua burrascosa relazione con la giovane paroliera Carol Bayer Sager (poi diventata famosissima e molto prolifica).

I racconti del protagonista in merito a questa relazione (una sorta di diari rivolti verso lo spettatore), sono talmente intriganti che la trama nuova si incentra su Sonia Walsk (Bayer Sager) e Vermon Gersch (Hamilisch) e allo loro divertente e tempestosa storia d'amore.

Vermon Gersch, un musicista di grande successo, vincitore a 45 anni di 2 Grammy Awards e un Oscar alla carriera, un uomo fragile attenagliato dalla carriera, blindato dal suo sistema nervoso istanbile, nonchè in analisi da diversi anni, viene a trovarsi a contatto con una giovane paroliera che invade letteralmente il suo studio sconvolgendo la sua vita. Ma tornando alle origini della commendia, l'attore allora in questione quando ebbe la fortuna di recitare il ruolo di protagonista della commedia capisce subito che Gersch sta per Gershwin e si rende conto che la commedia si svolge all'interno di un ospedale di New York specailizzato nella cura d'infarti. Il dubbio che rimaneva era sul nome "vermon", ovvero il Mont Vermon. Nel nome è racchiusa tutta la natura del protagonista maschile...genio e ansia.

Per Sonia il discorso, trattandosi di una donna è puù complesso. Simon conosce bene l'universo femminile, l'attore, autore avrebbe amato tutte le donne in scena e tradite contemporaneamente, ma solo una l'avrebbe travolto. Ma veniamo a oggi: Simona è una cantante invidiabile e Giampiero è un grande umorista. Ciò che ne esce è uno spettacolo attuale, ironico e profondo al tempo stesso dove la coppia viene analizzata e le debolezze umane vengono messe in risalto. Un certo Leone, ex compagno della protagonista riesce sempre a guastare la nuova coppia anche se ufficialmente non sta più con la "paroliera", ma alla fine quando il musicista si stanxa della storia con lei, ricoverato in ospedale perchè si è rotto una gamba fa amicizia con Leone ricoverato nello stesso ospedale. Lei li va a trovare tutti e due e dopo una storia con un produttore di Hollywood, poco prima della sua partenza per un nuovo lavoro a Londra, il musicista le chiede di non partire e si rimettono insieme scambiandosi promesse. A interrompere la love story questa volta è una telefonata di Leone al protagonista e la bella "paroliera" rimane esclusa e a bocca aperta.

Le battute non si contano (i testi sono di Carla Vistarini), i brani si ascoltano piacevolmente, mentre i testi delle canzoni sono di Carole Bayer Sager, così pure le note sotto la direzione di Giovanni Maria Lori. Sonia Walks incanta con il suo bel corpo e il suo sorriso. Stiamo parlando di Simona Samarelli capace anche di trasformarsi in una donna malinconica e confusa. Ma la sua voce porta allegria nel cuore degli spettatori come un usignuolo. Giampiero, ovvero Gersch, garantisce risate e ha un'ottima recitazione. Il palcoscenico ruota e si accende e si spegne sempre velocemente mentre le scene di Stefano Bontempi hanno sempre come base un hrande disco in vinile.