Stanotte Powell contro Gatlin nei 100 più corti del mondo

Marcello Di Dio

da Roma

Quaranta medaglie olimpiche di Atene per festeggiare le nozze d’argento. Il Borotalco Golden Gala sarà un vero antipasto dei mondiali di Helsinki: tre ore di spettacolo per quarantamila spettatori annunciati (un record per l’atletica allo stadio Olimpico), il clou intorno alle dieci della sera con la stellare sfida dei 100 metri. Ai blocchi di partenza cinque finalisti dei Giochi, con il campione olimpico Gatlin, l’iridato in carica Collins e il nuovo primatista mondiale Powell, che però resterà in dubbio fino all’ultimo per un recente infortunio all’inguine. Il nostro Simone Collio, fresco di podio nella recente Coppa Europa a Firenze, rischia di essere uno dei numerosi comprimari.
Ieri nel quartier generale della manifestazione (un hotel sull’Aurelia antica) c’era un gran viavai di atleti. Tra gli altri, si aggirava un Maurice Greene semplice spettatore. L’olimpionico di Sydney e bronzo ad Atene sa benissimo che gli attuali protagonisti della velocità sono altri. Come Asafa Powell e Justin Gatlin, quasi coetanei (nove mesi di differenza). Si conobbero due anni fa, galeotto il meeting di Padova, la loro prima sfida. Da allora sono diventati molto amici fuori dalla pista («tra noi ci fu subito simpatia»), ma allo sparo, i sentimenti passeranno in secondo piano. Atene è per entrambi sinonimo del più grande risultato della loro ancor breve carriera: l’oro olimpico per Justin il 22 agosto 2004, il primato del mondo per Asafa meno di un mese fa. «Meglio un oro ai Giochi che essere il più veloce? Mi viene da dire tutti e due, ma all’Olimpiade ho commesso un errore e ora spero di non ripeterlo», sottolinea il giamaicano.
Tra sorrisi e sguardi quasi complici, i due fanno fatica a dire qualcosa di cattivo sull’avversario. «Che cosa non mi piace di Justin? Sentire il suo fiato sul collo», rivela Asafa. Gatlin annuisce: «Potrei dire lo stesso, anche io me lo ritrovo sempre tra i piedi, credo che le nostre carriere procederanno di pari passo fino a Helsinki e per molti anni ancora. Quando lui ha fatto il record del mondo, non aveva nessuno che lo impensieriva. Da oggi in poi ci sarà sempre uno scontro-incontro tra di noi».
Allora, ci sarà da dividere una leadership attualmente inattaccabile? «Nessuno vuole dividere nulla», dice il campione olimpico. «È più bello quando c’è competizione e non quando qualcuno domina completamente la scena», risponde il giamaicano. Dispiaciuto per l’assenza in tribuna di Totti, il suo idolo. «Ho ricevuto in questi giorni una sua maglia, credo che se vincerò gli dedicherò il successo».
Il direttore del Golden Gala, Luigi D’Onofrio, gongola: «Il budget complessivo della manifestazione è di 700.000 euro, due terzi dei quali spesi per i premi d’ingaggio degli atleti. È un budget che non può competere con appuntamenti come Zurigo e Bruxelles, ma bisogna dire che lì i costi dei biglietti sono molto più alti. Lo spettacolo è assicurato, c’è attesa per la gara dei 100 metri, ma io punterei anche sui 110 ostacoli». Con quattro finalisti di Atene, tra cui la medaglia d’oro, il cinese Xiang Liu, e quella d’argento, lo statunitense Trammell, ma anche il giovane francese Doucouré.
E stasera, dopo la brutta serata di Padova, l’astista azzurro Gibilisco proverà ad attaccare il record italiano. «Partirò da 5,52, poi 5,72 e 5,82. Se supererò queste misure al primo tentativo, inizierò la caccia al primato». A stimolarlo, la concorrenza degli statunitensi Mack e Stevenson, che lo precedettero sul podio ad Atene.