La stanza di Mario Cervi

Il modo con cui la comunità mediatica internazionale sta trattando Julian Assange non è particolarmente piacevole per uno che ha solamente avuto la colpa di svelare tutto ciò che c’è di torbido attorno alle varie missioni di pace nei territori caldi. Se ha commesso davvero lo stupro, paghi pure per le sue colpe, paghi in Svezia e venga giudicato per quel reato senza il rischio di finire nelle mani degli americani (sempre pronti a tutto, come ci insegna Hollywood, per condannare innocenti). Comprare testimoni e produrre prove inventate sono solo un paio di esempi di come si riesca a far valere le proprie ragioni. In questo la mafia non ha molto da insegnare. Intanto il popolo, reale espressione di democrazia che si contrappone a quelle oligarchie che rappresentano un numero sempre minore di persone, si è dato da fare e chi ha potuto si è scatenato, chi aveva le capacità ha bloccato i siti della Procura svedese e dei legali delle sue accusatrici. Non poteva essere altrimenti, la Svezia è la patria di quel Piratpartiet che nel 2009 ha raggiunto 50mila iscritti. Già me lo vedo un processo contro un hacker in Svezia...
Jyväskylä (Finlandia)