La stanza di Mario Cervi

Caro Cervi,
ritorno sull’argomento Angelo Del Boca storico sì o no limitando l’analisi alla definizione di chi debba considerarsi tale riprendendo parte di quanto riportato al riguardo da un sito internet in modo molto «piano» e credo condivisibile: «la storiografia moderna è figlia del metodo scientifico: essa non è una scienza esatta, ma della scienza condivide l’obiettivo di cercare la verità sulla base di un metodo razionale. Una condizione di questa ricerca della verità è l’obiettività dello storico. Anche l’obiettività, come la verità storica, rappresenta una meta a cui tendere più che un obiettivo sistematicamente raggiungibile. È già uno stadio importante del processo che mira all’obiettività l’onestà intellettuale dello storico, che deve mirare veramente alla ricerca della verità e non a somministrare al suo pubblico verità intenzionalmente deformate o stravolte da preconcetti ideologici oppure deturpate dalla volontà di offrire un piacevole intrattenimento. I racconti deformati da una storiografia politicamente militante o romanzati da un giornalismo storiografico di carattere commerciale, le notizie a effetto, le accentuazioni arbitrarie di aspetti sensazionali sono sottoprodotti della storiografia che la moderna società della comunicazione produce incessantemente e che rischiano di contaminare la nostra conoscenza storica».
Rispettando, come è giusto, le idee e gli scritti di Angelo Del Boca nel nome della libertà di espressione e di informazione, né potendo, quale povero untore, polemizzare con lo stesso al pari di Indro Montanelli, lascio a Lei di giudicare e di inquadrare in questo contesto di analisi «la faziosità» che Ella gli attribuisce!
Binasco (Milano)