La stanza di Mario Cervi

Il dott. Cervi, che da affezionato lettore del “Giornale” leggo sempre con piacere anche e soprattutto per la moderazione e la saggezza dei suoi commenti, nel rispondere al lettore Zanchetta critica l’estremismo del lettore che arriva a dire che «nemmeno ai tempi del terzo Reich» si era vista una persecuzione giudiziaria come quella che subisce Berlusconi aggiungendo che non è possibile fare confronti con i Tribunali di regimi dittatoriali nazisti o comunisti e che nel presente vi sono paesi, come l’attuale Russia, dove la persecuzione giudiziaria nei confronti degli avversari politici è ben più dura. Con la stima che nutro nei confronti del dott. Cervi mi permetto, questa volta, di fare alcune considerazioni che dissentono dalla sua analisi: la prima è che la parte politica che oggi in Italia appoggia la Magistratura, consentendole di violare in maniera palese la separazione dei poteri che è il principio fondamentale di ogni democrazia, è la stessa che guardava al regime comunista e ai suoi Tribunali come modello da ammirare e, possibilmente, imporre anche al nostro Paese. In secondo luogo la situazione italiana secondo me, se possibile, è peggiore di quella dei regimi nazisti e comunisti che erano dichiaratamente e apertamente dittatoriali e, la storia ce lo insegna, le dittature prima o poi vengono abbattute. Da noi, invece, l’abuso viene perpetrato in maniera subdola nascondendosi dietro a quella stessa Costituzione che viene invocata unilateralmente e strumentalmente per legittimare il proprio comportamento.
Quanto all’esempio dell’attuale Russia credo che non sia proponibile perché è vero che l’accanimento di Putin nei confronti di Khodorkovsky è peggiore ma è altrettanto vero che la storia dell’arricchimento di Khodorkovsky non è proponibile con la storia di Berlusconi. Sarebbe stato, quindi, più opportuno citare come esempio tutte le democrazie occidentali dove la persecuzione giudiziaria nei confronti di avversari politici non sarebbe stata minimamente tollerata non solo da chi è al governo ma anche dall’opposizione e dall’opinione pubblica tutta.
Napoli