La stanza di Mario Cervi

Egregio dott. Cervi,
contrariamente a lei e ai nostalgici badogliani penso che dopo il vergognoso armistizio dell’otto settembre ’43 gli unici che si coprirono di onore furono coloro che corsero ad arruolarsi nelle forze armate della Repubblica sociale, sapendo di andare incontro a una certa sconfitta. Il codazzo di generali badogliani che seguirono Vittorio Emanuele III a Brindisi viceversa furono degli opportunisti che all’ultimo momento saltarono sul carro del vincitore per salvaguardare carriera e prebende, altro che giuramento al Re! Il quale disonorò 43 anni di ottimo regno fuggendo da Roma e permettendo a Badoglio e alla sua cricca di sfasciare in 48 ore lo Stato italiano. Per Vittorio Enanuele III l’unica attenuante è l’età, i 74 anni di allora corrispondono ai novanta di oggi.
Mestre