La stanza di Mario Cervi

Un branco scatenato di imbecilli, in viale Monza, ha picchiato per 5 euro un sedicenne, mandandolo in ospedale con fratture multiple. È l’ennesimo fatto di cronaca nera. Mi domando, come genitore, perché io non debba avere il diritto di cercare i responsabili e spaccargli le ossa come hanno fatto con il povero ragazzo loro vittima, se la vittima fosse mio figlio? Se è vero che per questi imbecilli la vita umana vale poco, altresì vale poco anche la loro. Chiedo pertanto al governo, attraverso il vostro giornale, di ripristinare il delitto d’onore o qualcosa di simile, affinché giustizia possa essere fatta. Ai sostenitori di «nessuno tocchi Caino» (dato che avranno sempre qualcosa da dire) rispondo preventivamente che Abele ha diritto di vivere in sicurezza e prosperità. Chi non rispetta le regole deve pagare, anche reintroducendo la pena di morte, se necessario. Ovviamente la presente lettera è una provocazione, ma è ciò che pensano molti genitori che non hanno problemi a menare le mani.
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