La stanza di Mario Cervi

Caro Cervi, un italiano di Forlimpopoli ha ritrovato il testo dell’intervento che Palmiro Togliatti fece al XVI Congresso del Partito Comunista. Non ho resistito alla tentazione di inviarglielo perché l’ipocrisia che viene elevata a massimo incrollabile credo dagli attuali cattocomunisti, per i 150 anni della nostra Patria, mi induce a dire: meditate fratelli, meditate. Disse Togliatti: «È motivo di particolare orgoglio per me, l’aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all’Italia come alla mia patria, mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo vedere unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin. È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere 10mila volte più del miglior cittadino italiano». Oggi da Napolitano, Bersani, Di Pietro, Fini, Casini... tutti si stracciano le vesti se Berlusconi o Bossi “bigiano” qualche adunata patriottica, Ma non hanno nulla da ridire sul «Migliore»?
Dresan