La stanza di Mario Cervi

Caro Cervi, in una recente intervista televisiva, lei ha ricordato di essere entrato al Corriere nel 1945, grazie alla raccomandazione di un amico stenografo di suo padre che ivi lavorava. Montanelli stesso aveva un concetto positivo della raccomandazione, sostenendo che essa in sé e per sé non ha nulla di negativo. Ciò che invece riteneva inaccettabile è l’agevolare i figli di papà senza alcun merito, che non solo ottengono il posto, ma riescono addirittura a mantenerlo. Nel corso della sua lunga carriera, come ha visto cambiare l’«istituto» della raccomandazione e perché i grandi giornalisti di una volta sono una razza in via d’estinzione?
Fano (Pesaro-Urbino)