La stanza di Mario Cervi

Gent.mo Dottor Cervi, con tutti i problemi che ha l’Italia, mi pare che la modifica dell’articolo 1 della Costituzione sia proprio l’ultima cosa che dovrebbe venire in mente ai nostri politici, ma ormai ci siamo abituati a essere presi in giro dal mattino alla sera e viceversa, e non ci facciamo più caso. Mentre ci si concentra su queste importantissime e fondamentalissime questioni di principio, l’Italia è in caduta libera su tutti i fronti. Che l’espressione «l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro» meriti di essere aggiornata è forse vero: anziché sul lavoro, è magari fondata sulla libertà di delinquere, stante il fatto che la quasi totalità dei reati è impunita e che i delinquenti sono in tutti i modi coccolati e vezzeggiati. Chi subisce il torto è invece del tutto ignorato. La giustizia in Italia non funziona, oltre che per la durata infinita dei processi, anche e soprattutto per la sostanziale impunità dei reati. Ciò è risaputo anche all’estero, cosicché i delinquenti di tutto il mondo non disdegnano di fare un giusto e motivato pellegrinaggio in questa mecca del crimine che è diventato il nostro Paese.
Con i più distinti saluti.
Salò (Bs)