La stanza di Mario Cervi

Darei ora la parola a tutti coloro che fino a pochi anni fa non vedevano l’ora di accogliere a pieno titolo nell’Unione Europea la Turchia, la nazione che avrebbe contribuito pesantemente con il suo ingresso a spostare il baricentro religioso europeo un po’ più verso l’Islam. Si sarebbe iniziato con la Turchia per poi procedere con l’estensione ad altre nazioni che con la geografia europea non hanno nulla a che fare. Di desideri particolari se ne sono visti di tutti i colori. Pareva perfettamente normale sognare di vedervi inclusa anche Israele con tutti i suoi problemi di convivenza con la comunità palestinese, la Russia e le sue questioni ancora irrisolte nel Caucaso e chissà quanti altri, in un processo che a lungo andare avrebbe portato nell’Ue anche altri Paesi che (a quei tempi) erano profondamente amici dell’Italia.
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