La stanza di Mario Cervi

Caro Cervi,
Strauss-Kahn, come ognuno di noi, è responsabile per i propri peccati e non può certo accampare scuse. Non mi sembra però che l’aria che si respira nelle organizzazioni internazionali sia quella giusta per evitare di cadere in tentazione (e prova ne siano gli scandali dei caschi blu dell’Onu). Non so al Fondo Monetario, ma certo alla Banca Mondiale (dall’altra parte della strada a Washington) ci sono distributori di preservativi nelle toilettes, ed i funzionari che si recano in «missione» trovano i preservativi anche nella loro borsetta dei medicinali, come se avventure sessuali occasionali fossero parte della loro «missione»! (Quasi un centinaio di funzionari, alcuni anni fa, chiesero al servizio sanitario unificato del Fondo e della Banca Mondiale di porre fine a questo scandalo). Dov’è quindi l’elemento sorpresa nella vicenda di Strauss-Kahn? Oltre che puntare il dito contro di lui (e fargli pagare le conseguenze se trovato colpevole per gli addebiti), sarebbe forse ora che queste organizzazioni internazionali pensassero a fare il loro lavoro in maniera professionale e responsabile invece di rincorrere le false chimere del nostro tempo (preservativi, diversità di «orientamento sessuale» e compagnia andante) che, francamente, oltre ad essere moralmente inaccettabili, sono anche ben lontane dai fini per i quali queste organizzazioni sono state create.
Washington