La stanza di Mario Cervi

Caro Cervi,
in merito alla querelle dei ministeri; premetto che un’azione fatta senza motivo sia da perfetti imbecilli in quanto si presume che anche un disfattista proceda con logica. Questo vale per chi vuole certi ministeri al Nord, ma anche per chi li vuol mantenere a Roma credo. In democrazia i partiti politici hanno il diritto-dovere di avanzare modifiche alle leggi esistenti o di farne delle nuove per il bene comune. Ciò si propone la Lega Nord nella sua azione di governo. Ognuno può esprimere liberamente le proprie opinioni e Lei ha espresso la Sua che non aspettavo certamente positiva, ma francamente nemmeno così prevenuta. Son sicuro in ogni caso, da buon giornalista qual è, darà la giusta evidenza alle ragioni degli uni e degli altri. Intanto prendiamo atto delle lettere minatorie con relative pallottole che non sono certo un gesto di democrazia e volontà di dialogo.
Sirmione (Bs)