la stanza di Mario Cervi«Romantici» o «politici», i briganti non sono mai stati buoni

Anche nell'articolo sul libro Briganti romantici, lei non si smentisce quando parla della storia del Sud: mettere sullo stesso piano i briganti «nordisti» o «romantici» e quelli del Sud risulta (consapevole o meno l'autore) offensivo nei confronti delle migliaia di persone che per circa 10 anni scesero in guerra contro quelli che per loro erano invasori e furono vittime di un massacro ancora poco conosciuto. Si trattò, nel Regno delle Due Sicilie, di un «brigantaggio» politico e il giudizio è di chi per decenni ha lavorato tra i documenti sconosciuti e conservati presso gli archivi locali e nazionali (il colonnello Cesari). Altrettanto riduttivo (e offensivo) definire «ladra di polli e di capre» Michelina De Cesare, la «brigantessa» oltraggiata e uccisa dalle truppe sabaude. Fonti alla mano, ci sono briganti e briganti, ci sono storie e storie. E lei dovrebbe saperlo.
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Egregio professore, nella mia recensione al libro di Silvino Gonzato ho scritto con chiarezza e precisato che Briganti romantici - cito testualmente - non è «un ennesimo saggio su quell'impressionante fenomeno che fu il brigantaggio meridionale dopo l'Unità». Mi sono concentrato sui briganti «nordisti», molte volte vittime di una società iniqua e animati da un comprensibile spirito di ribellione, il che non poteva legittimare la ferocia delle loro imprese. Non ho voluto - né lo ha voluto Gonzato - stabilire una gerarchia del brigantaggio, anche se a mio avviso quello meridionale, con le sue efferatezze (reciprocate dai piemontesi) non può essere visto come una forma estrema di patriottismo. Ma lei mi rimprovera per non aver approfondito l'argomento e per non aver spiegato quali ideali ci fossero nel brigantaggio meridionale e mancassero invece nei briganti «romantici». Lei, professore, imputa a me un'ossessione antimeridionale. Mi sembra invece che l'ossessione sia sua, e che lei pretenda di proporre i briganti meridionali come campioni di civismo, da contrapporre ai carnefici subalpini. La verità storica è secondo me molto più incerta e molto più complessa.