la stanza di Mario CerviA chi ha affrontato la guerra questa crisi sembra meno grave

Caro Mario Cervi,come biglietto da visita ritorno per un momento al lontano 1951,e all'Aero Club di Milano. Tu volavi sul Piper Cub, allievo degli istruttori Mario Comi e Renato Lucano e io (per poter pagare il costo del brevetto, poi ottenuto nello stesso anno) lavoravo come impiegato nella sede di via Ugo Foscolo 3. In che anno hai smesso di volare, intendo come pilota? Io sono andato avanti fino a vent'anni fa, principalmente nel volo a vela. Seguo il Giornale dalla nascita. Per necessità economica e per ringraziare Dio d'avere ancora energie nonostante i novant'anni compiuti lavoro dalle cinque alle sei ore al giorno. Un'ora, divisa in due rate mattina e sera, la dedico alla lettura del Giornale. Nell'ordine leggo Sallusti, Feltri, Cervi, Granzotto, il santo del giorno, Lorenzetto e qualcosa della politica. Francamente sento un pochino la crisi ma in misura molto modesta, forse per l'educazione avuta in tempi,certamente più duri. Il problema sorge in modo pesante per le generazioni del dopoguerra, e lo capisco.Si sono trovate a vivere una rapida salita della qualità della vita, senza i dovuti correttivi. Ho ancora ottimismo. Tu va avanti con la polemica storica nord-sud e dei briganti, e con la guerra che si poteva evitare. Un abbraccio.
Alzate Brianza

Caro Egidio Galli, con la tua lettera me ne hai fatto fare molto di cammino a ritroso. Mi hai fatto tornare alla breve stagione in cui volli prendere il brevetto di pilota. Diveramente da te, che hai volato fino alle soglie della settantina, io ho smesso molto presto, soprattutto per ragioni di tempo. Fa piacere a chi è vecchio come te, anzi più di te, ricevere da un novantenne un messaggio d'ottimismo, e anche di fiducia in questo nostro sgangherato e amato Paese. Ricevo una valanga di lettere angosciate e pessimiste, scritte sicuramente da chi ha anni e decenni meno di te. Ecco finalmente la voce risoluta d'un anziano -se proprio vogliamo usare questo eufemismo ingannatore- che ha sofferto anche lui la crisi. Ma un pochino. Perché ben altre crisi abbiamo attraversato e superato, vero Egidio? Ricambio di cuore l'abbraccio.