la stanza di Mario CerviAi politici gli avvisi di garanzia garantiscono soltanto guai

Per la prima volta mi sento di essere d'accordo con una scelta del Pd: non chiedere le dimissioni per i quattro sottosegretari indagati. Ovviamente non poteva che controbattere Alfano, paragonando il caso con quello del suo sottosegretario Gentile che ha rassegnato le dimissioni, ma giustamente. Penso che la magistratura debba essere fermata nel suo lavoro scellerato dittatoriale. A parte che gli avvisi di garanzia dovrebbero essere privati e non pubblicizzati. Poi se dovessero essere tutti considerati delinquenti solo per aver ricevuto un avviso di garanzia mezza Italia sarebbe incarcerata. Occorre pulizia, ordine, vera giustizia, obbiettività. Emettere un avviso di garanzia a neo sottosegretari e farli dimettere è come voler stroncare la loro carriera politica sul nascere per qualcosa di cui non si hanno le prove.
Genova

Cara amica, secondo me il suo ragionamento non fa una grinza. Tutti vorremmo che ministri, viceministri e sottosegretari fossero specchiatissimi, immuni da qualsiasi ombra sul loro passato, sul loro presente e sul loro futuro. Ma l'uso disinvolto che viene fatto degli avvisi di garanzia e i tempi biblici della giustizia italiana potrebbero attribuire ai magistrati - e già in larga misura attribuiscono - il potere di fare e disfare i governi. Una regola secondo la quale l'essere coinvolti - per garanzia! - in un procedimento giudiziario comporta automaticamente l'estromissione dalla scena pubblica è anche per me eccessiva. Poi esistono motivi seri di opportunità, derivanti dalle circostanze della trasgressione, che suggeriscono o addirittura impongono le dimissioni. Come nel caso Gentile.