la stanza di Mario CerviBisogna avere il coraggio di non piegarsi al politicamente corretto

Riguardo alle origini del concetto di “politicamente corretto” vi sono varie ipotesi. La prima di queste ipotesi (ma più che una ipotesi è una bella e propria tesi confermata dai fatti e dalla storia) ce l'abbiamo in casa nostra dove negli ambienti di sinistra, mass media, politici, magistrati, sottobosco ecc. ci troviamo di fronte ad un fenomeno di “Politically scorrect”. Cioè una sorta di pensiero unico che limita la libertà di parola senza intervenire sostanzialmente sul problema, cioè sui veri problemi dell'Italia.
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Caro Carlini, il «politicamente corretto» è nel migliore dei casi un'ovvietà e nel peggiore un'ipocrisia ipocrita e buonista. Nel nome del politicamente corretto sono stati pronunciati discorsi di dolore dopo la morte di Stalin -fu costretto a pronunciarne uno, come presidente del Consiglio, anche Alcide De Gasperi - nel nome del politicamente corretto si tuona contro Pansa che ha raccontato le mattanze del post-Liberazione. Se un politico, pur demeritando per la gestione della cosa pubblica, inneggia ai valori dell'antifascismo ha l'applauso assicurato, non soltanto in Italia. C'è chi, al festival cinematografico di Locarno, ha battuto le mani a Giovanni Senzani che assassinò, ma lo fece per un apprezzabile ideale. Senzani è adesso un uomo libero, sproloquia in pubblico. Diversa la sua sorte da quella di Erich Priebke che, centenario, è tenuto agli arresti domiciliari e se va al supermercato suscita proteste iraconde. Il capitano delle Ss Priebke, cresciuto e indottrinato in un'atmosfera massificata di fanatismo ideologico partecipò per ordini ricevuti, in tempo di guerra, alla feroce rappresaglia delle Fosse Ardeatine: considerata reato solo perché il colonnello Kappler, che l'ordinò non rispettò la dovuta proporzione di uno a dieci tra i soldati tedeschi uccisi dalla bomba di via Rasella e i prigionieri messi a morte. Senzani, che viveva in un Paese democratico e poteva giovarsi d'una pluralità d'informazioni, ha macellato il 3 agosto 1981 l'operaio Roberto Peci, la cui colpa consisteva nell'essere fratello d'un brigatista pentito. Voglio essere politicamente scorretto. Per me Senzani è molto peggiore di Priebke.