la stanza di Mario CerviCi sono mestieri che i nostri giovani hanno trascurato troppo

Sarò forse condizionato dalla crisi edilizia e della mia piccola azienda commerciale del settore praticamente ferma, ma non vedo aziende in cerca di giovani lavoratori anche incentivati, sono piuttosto in cerca di ordini avendo i quali assumerebbero anche senza agevolazioni. Se non ripartono i consumi, se non si fanno detassazioni, in parole povere se non lasciamo alla gente soldi da spendere i giovani resteranno a casa ancora per molto, soprattutto se non sono disposti ad accettare orari particolari congruamente retribuiti. Nel mio tipo di lavoro in edilizia bisogna essere disponibili dalle 7.30,apertura dei cantieri, alle 19.30, chiusura degli uffici delle imprese. Quando c'era lavoro avrei voluto assumere un giovane, ma non ho trovato alcuno disposto ad accettare detti orari praticamente continuati pur di fronte a 2mila euro al mese per 13 mesi.
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Caro Luini, siamo diventati tutti - per ragioni arcinote - molto scettici: e gli annunci governativi, incluso quello d'un miliardo e mezzo per il lavoro ai giovani, non c'incantano. La sua lettera ribadisce la drammaticità della crisi italiana. Ma spiega nello stesso tempo che il Paese, e in particolare il mondo dei giovani, hanno snobbato, in tempi di vacche grasse, l'immane serbatoio occupazionale che era a loro disposizione. Lo si è lasciato vuoto. Non per quanto riguarda sinecure burocratiche, anzi ambitissime, ma per quanto riguarda lavori manuali e attività artigianali. Per colmare il vuoto sono arrivati gli immigrati. I più intraprendenti tra i quali hanno avviato attività anche floride. Adesso, mentre l'Italia s'impoverisce, ci rendiamo conto di quanto l'errore sia stato marchiano. Errore dello Stato, errore della scuola, errore delle famiglie. Molti hanno capito ormai che s'è avuto un folle sperpero di risorse finanziarie e umane. Non so quanto siano fondate le prospettiva d'una prossima uscita dalla crisi in cui si dibattiamo. Mi auguro che non sia troppo tardi per porre rimedio alle trascorse spensieratezze.