la stanza di Mario CerviComprare un prodotto made in Italy diventa sempre più difficile

Stamani si è improvvisamente manifestato un guasto elettrico al ferro da stiro: provocava sistematicamente l' intervento dell'interruttore differenziale. Manco a pensare di farlo riparare sarebbe costato certamente molto più che comprarlo nuovo. Vado quindi al vicino supermercato, deciso a comprare un prodotto italiano; pia illusione: sulla dozzina di marche presenti sugli scaffali vi erano si marche italiane, ma guardando l'etichetta si scopriva poi che erano in maggioranza “made in China”... Ho dato allora per curiosità un' occhiata all' intero reparto elettrodomestici; ebbene veri produttori italiani: nessuno. Amici con un negozio di generi alimentari mi dicono che ormai arrivano dall' Asia, dall' America Latina e dall' Africa grandi quantità di prodotti tipici della nostra tradizione... I responsabili dei organizzazioni industriali ed agricole che dicono in proposito?
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Caro Sestini, la sua personale testimonianza aiuta a capire i problemi e i paradossi della situazione economica italiana meglio d'un trattato di mille pagine. Lei non s'è trovato nella condizione dell'italiano che, per miopia o esterofilia o snobismo, preferisce un prodotto straniero (è il caso dei moltissimi che comprano automobili di fabbricazione estera). Lei s'è trovato nella condizione di chi vorrebbe un ferro da stiro made in Italy e non uno made in China, ma il made in Italy non riesce a trovarlo perché i supermercati sono invasi da roba estera a prezzo inferiore a quello della (introvabile) buona roba di casa nostra. Forse questo accade perché siamo diventati pigri e incapaci? Non direi proprio. Nel buio panorama dell'economia italiana quello delle esportazioni è -insieme alla borsa, almeno per un lungo periodo- l'unico indice positivo. Nel 2012 l'export è cresciuto di quasi il tre per cento, nei primi tre mesi del 2013 è diminuito ma moderatamente. Possiamo dire che fuori dai confini il made in Italy tiene ancora. Perché non tiene dentro i confini? Non sono mancati, al riguardo, studi di grande profondità. Benvenuti, se servono a qualcosa. Ma a una cosa soprattutto dovrebbero servire, e pare non ci siano riusciti: a far trovare nel supermercato un ferro da stiro italiano.