la stanza di Mario CerviDal Porcellum all'Italicum continua il dilemma sulle preferenze

Prima dell'approvazione della legge elettorale tutti i politici si sono prodigati a sbandierare a destra e a manca l'ingiustizia o l'incostituzionalità della vecchia legge elettorale che toglieva ai cittadini il sacrosanto diritto di scegliere i loro rappresentanti in Parlamento, cioè toglieva loro la possibilità di esercitare il diritto di votare con le preferenze. È stata approvata una nuova legge elettorale che, grazie soltanto a un cavillo giuridico, ripropone le liste bloccate senza possibilità di preferenze per i cittadini. Ma come facciamo a fidarci di ciò che dicono questi politici, che prima affermano una cosa e poi ne fanno un'altra?
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Caro Pirola, magari avessimo davvero, come lei scrive, una nuova legge elettorale. Per ora abbiamo un progetto, l'Italicum, che alla Camera è stato approvato dalla maggioranza delle forze politiche ma che, secondo le previsioni, i veri ostacoli li dovrà affrontare in Senato. Come nel Porcellum, anche nell'Italicum è tolta ai cittadini la possibilità di favorire, con le loro preferenze, aspiranti al Parlamento ritenuti particolarmente degni di consenso. Si lamenta perciò che con le liste bloccate il cittadino sia spogliato del diritto di scegliere i candidati secondo lui migliori e di bocciare i peggiori. In astratto il ragionamento non fa una grinza. Chi mette la propria scheda nell'urna dovrebbe avere, se non la convinzione almeno l'illusione di influire sulla composizione del Parlamento. Nella sostanza - come è stato da molti rilevato - le preferenze che dovrebbero favorire la trasparenza caricano il voto di opacità. Fatta eccezione per i maggiori leader di partito, a livello di peones le valanghe di preferenze andavano, quando la preferenza c'era, a furbi e spregiudicati campioni del peggiore clientelismo, tipi non degni d'amministrare la cosa pubblica ma bravissimi nel concedere favori, nell'elargire raccomandazioni, nell'agevolare sprechi. Mi trovo in imbarazzo se a questo punto lei chiede cosa io in realtà preferisca. Nel sogno preferisco senza alcun dubbio le preferenze. Nel sogno.