la stanza di Mario CerviDue pontefici «tifosi» e due nazionali. Che strano quartetto

Sono sempre più meravigliata della bellezza dell'imprevedibile. Mi spiego: due pontefici, che partecipano alla beatificazione di due loro predecessori e, adesso interpreti di un avvenimento, il Mondiale di calcio, che in teoria li rende antagonisti. Non credo che simili coincidenze si ripeteranno, e quindi la vita è bella, perché altre sorprese impensate ci attendono. Grazie dell'ospitalità.
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Cara amica,
l'imprevedibile, è vero, ha una sua arcana bellezza, sconvolge le regole e i luoghi comuni, dimostra la futilità dell'ambizione umana di governare gli accadimenti. Lo spettacolo di due Papi contemporanei che beatificano i loro due predecessori appartiene alle massime sorprese della storia. Rimanendo impregiudicato, e affidato ai grandi teologi o ai posteri, l'interrogativo sugli effetti -benefici o non- che le ultime sorprese potranno avere sulla vita della Chiesa, l'accostamento agli eventi calcistici che fa del Papa regnante e del Papa emerito due tifosi - l'uno dell'Argentina l'altro della Germania - nella finale per il titolo Mondiale mi sembra audace, se non irrispettoso.