la stanza di Mario CerviGaleazzo Ciano, dongiovanni coraggioso che flirtò con la storia

Egr. Dott. Cervi, chi era veramente Galeazzo Ciano? Era l'impenitente donnaiolo, vacuo e servile che arrivò ai massimi livelli del fascismo soltanto per il suo legame familiare con il Duce o la mente sveglia e acuta che nel 1939 capì la pericolosità di Hitler e l'impreparazione dell'Italia alla guerra? Fu colui che per lungimiranza ritardò l'entrata in guerra dell'Italia o il responsabile dell'attacco alla Grecia? Fu il vile traditore che il 25 luglio 1943 pugnalò alla schiena il suo benefattore o l'uomo che di fronte al crollo della Patria volle firmare ugualmente l'ordine del giorno Grandi, anche se, come disse Montanelli in un'intervista, gli fu offerta la possibilità di astenersi?
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Caro Lamagna, gli esseri umani sono complicati e contraddittori. Galeazzo Ciano era come lei lo descrive, e secondo me è sciocco o almeno inutile voler dare coerenza a chi - nella descrizione di Orio Vergani che gli fu amico - era un ragazzo viziato. Fatuo ma intelligente, non cattivo ma prepotente, incapace d'una visione politica che non fosse basata su passeggeri impulsi emotivi. Come scrive lei non amava i tedeschi, ma si associò alle svastiche in mille cerimonie e in mille dichiarazioni di fedeltà. Sapeva dell'impreparazione italiana alla guerra, ma s'impegnò a fondo perché fosse scatenata la campagna di Grecia - da lui ritenuta utile e facile e che si risolse invece in un disastro e costrinse all'intervento, per riparare ai danni, il disistimato Hitler. Fra tanti errori e in tanto zelo servile ci fu, a onor suo, la firma dell'ordine del giorno Grandi: non un tradimento ma il riconoscimento del baratro nel quale stava precipitando l'Italia. Solo nella stralunata logica di due regimi dittatoriali il voto richiesto e dato diventò un crimine da punire con la morte. Dongiovanni vanesio fino all'ultimo, Galeazzo Ciano era un uomo coraggioso e da coraggioso affrontò il plotone d'esecuzione. La firma del 25 luglio e la fine tragica fanno di lui un personaggio degno di passare degnamente alla storia. Non lo riscattano a mio avviso da tutte le colpe di gerarca arrogante. Ma lo collocano su un piano più alto. No, non ha tradito nessuno, è stato immolato sull'altare d'un delirante cupio dissolvi.