la stanza di Mario CerviGiulio Andreotti era il meglio del peggio della politica politicante

Il senatore a vita Giulio Andreotti è stato tolto dal mondo dei vivi portando nell'aldilà tanti e tanti segreti. Segreti che, con molta probabilità, il tempo, la storia e le sue agende porteranno a galla. Presto o tardi ne sapremo certamente di più. Come si dice, facendo ricorso a un luogo comune: il tempo è galantuomo. Come sempre accade in certi casi c'è chi continua a ricordarlo come grande e inimitabile statista. C'è chi lo critica e lo condanna. Forse per salvare se stesso. Non potrebbero fare altrimenti. Non sappiamo se la prescrizione ha «salvato» soltanto Andreotti. Certo è che se le prescrizioni e l'obbligatorietà delle azioni penali parlassero, molti magistrati dovrebbero far compagnia agli esodati del ministro Fornero.
Torino

Siamo stati alluvionati per decenni da rivelazioni o illazioni sui fatti e misfatti di Andreotti. È in arrivo adesso, immancabile, l'alluvione di saggi, racconti, memoriali, confidenze, documenti veri o presunti sui segreti che il sette volte presidente del Consiglio ha portato con sé nella tomba. Sta divampando la polemica sulla vera o presunta trattativa tra Stato e mafia, figuratevi se non salterà fuori - più o meno accantonata per decenza la storia del bacio tra Andreotti e Totò Riina cui la procura di Palermo ha dedicato, del tutto inutilmente, molti mezzi, molti uomini, molto denaro - qualche argomento attraente collegato al percorso umano e politico del defunto. Lo sfruttamento dei morti è in Italia ancor più diffuso dello sfruttamento dei vivi che già imperversa. E non finisce mai. Basta pensare alla querelle per le virtù e i vizi del Risorgimento, e dei suoi protagonisti. Su Andreotti e sull'andreottismo - ossia su quasi settant'anni di vita pubblica italiana - ci si accapiglia e ci si è accapigliati. La mia personale e discutibile convinzione è che la figura di Andreotti, già prima d'una «ardua sentenza» pronunciata in sede storica - sia ben delineata. Non Belzebù, non uno statista. Ma la quintessenza intelligente della politica politicante. Il meglio del peggio italiano.