la stanza di Mario CerviI crimini del comunismo ormai sono noti quanto quelli nazisti

Mi permettete di replicare alla risposta, data ieri, dal Dott Cervi alla lettera di un lettore sulla shoa? Sono completamente d'accordo sull'atrocità della Shoa, però quello che mi disturba, sempre, è che non vengano mai commemorati i milioni di morti sotto i regimi comunisti. Se non erro sono addebitabili circa 80 milioni di morti in maniera altrettanto atroce in URSS. Ricordiamo negli anni venti i milioni di Ucraini morti di fame perché in Russia vi era stata una carestia e non c'era grano, il buon Stalin ovviò al problema portanto via agli Ucraini il raccolto, che era stato discreto, e usandolo per i Russi. Il buon Mao con il balzo in avanti fece morire di fame milioni di persone, non precisamente quantificabili, in quanto la Cina era totalmente chiusa ed ora per quanto riguarda certe cose (vedasi Laogai)lo è ancora, questa carestia provocò lo scambio di bimbi tra le famiglie per non essere costretti a mangiare i propri figli e così si mangiarono i figli altrui. Stessa cosa successa in Nord Corea. Sono fatti documentati e quindi incontrovertibili. Chiudo con una notazione: ho visitato(due volte) Auschwitz e Dachau. Riuscirò mai a visitare i lager siberiani ed i laogai Cinesi?, e questi verranno mai fatti visitare dalle scolaresche portate, dai comunisti, a visitare i campi Tedeschi? Ne dubito
Torino

Caro Dal Cason, lei scrive che «non vengono mai commemorati i milioni di morti sotto i regimi comunisti», e l'affermazione è secondo me infondata. Innumerevoli pubblicazioni e manifestazioni hanno messo in piena luce la spietatezza di Stalin, la spietatezza di Mao, la spietatezza di Pol Pot. Lei potrà obbiettare che, numericamente, il comunismo ha ucciso più del nazismo, ma non mi pare che il dato aritmetico sia rilevante. Non si tratta di arrivare a una gerarchia dell'orrore. Si tratta semplicemente di ricordare che lo sterminio deliberato e programmato del popolo ebraico poteva essere concepito solo da un pazzo delirante e sanguinario, quale Hitler fu. Trovo invece ragionevole la sua osservazione sulle gite scolastiche ad Auschwitz o a Dachau - perché i giovani sappiano delle atrocità naziste - e sulla mancanza di analoghe gite scolastiche nei luoghi degli stermini di massa comunisti. Secondo me la prima spiegazione sta nel fatto semplice che i tedeschi hanno perso la guerra, l'Urss - e anche la Cina alla sua maniera - l'hanno vinta. I vincitori hanno salvaguardato la tragica struttura dei lager, facilitati in questo dalla efficienza organizzativa -anche nel male- del made in Germany. Una rievocazione «spettacolare» del meccanismo ideato dai nazisti per ammazzare all'ingrosso è più facile d'una rievocazione spettacolare dell'arcipelago «gulag» o del «balzo in avanti». Ma di silenzio sull'industria di morte comunista non si può proprio parlare.