la stanza di Mario CerviI ministri si valutano in base non all'etnia, ma alle capacità

Memori di Alcide De Gasperi, grande uomo e statista trentino prestato all'Italia, abbiamo voluto strafare facendoci prestare due donne, una mezza congolese e l'altra mezza tedesca, senza tener conto che sono del Pd. L'esperimento è chiaramente fallito, non riproviamoci e speriamo che non facciano il ricongiungimento familiare.
Torre Pellice (Torino)

Caro Simondi, personalmente non valuto i ministri in base alla provenienza etnica. Il fatto che Josefa Idem sia mezza tedesca e che Cécile Kyenge sia mezza congolese mi pare, una volta accertata la loro italianità ufficiale, secondario. Gli interrogativi che noi cittadini dobbiamo porci sono a mio avviso d'altro genere e riguardano la correttezza di Josefa Idem nell'assolvere i suoi obblighi fiscali e la capacità della Kyenge nell'assolvere i suoi compiti ministeriali. Io credo che sia giusto essere, nei loro confronti, severi. Non perché l'una è mezza tedesca e l'altra mezza congolese, ma perché nel valutare chi ha responsabilità pubbliche, quale che sia la sua provenienza, bisogna essere rigorosi. È già buon segno che Josefa Idem abbia sentito non l'opportunità, ma la necessità di dimettersi. Rigore dunque. Anche o soprattutto nei confronti di chi è italiano non solo per la carta d'identità ma anche per nascita, cultura, costumi. Se un ministro viola la legge è doveroso perseguirlo. Ma l'essere mezzo tedesco non è un'aggravante, se no si rischia di ragionare come Palmiro Togliatti, il quale bollò De Gasperi con il soprannome sferzante di Von Gasper (o Von Gaspern, o Von Gasperl, non ricordo esattamente). Semmai sono un'aggravante le malefatte di ministri interamente italiani in danno degli italiani, e non mi pare che ce le siamo fatte mancare.